SIDEBURN – Trying to burn the sun

Alla già ricca schiera di gruppi heavy psych svedesi (Roachpowder, Grand Magus, Half Man e Mammoth Volume) si aggiungono ora i giovani Sideburn. Già dall’aspetto esteriore questo debutto acquista punti per l’ottimo artwork di copertina e booklet ma, quel che è più importante, il contenuto non delude. I riferimenti sono nei Blue Cheer, Unida, a tratti Orange Goblin e, con mia sorpresa, anche Cult.
La band di Ian Astbury si sta in effetti rivelando un punto di riferimento per molte band dell’universo stoner orientate ad un approccio più selvaggio e raw’n’roll ed i Sideburn di Rainmaker e Doin’ Fine non mancano di riprenderne l’andamento anthemico. Il disco diventa accattivante man mano che la track list scorre toccando la lunga e ossessiva discesa verso il centro del sole di Trying To Burn The Sun per poi purificarsi al suono di Sweet Love Of Youth, melodiosa ballata da hippie all’ultimo stadio con una coda di ‘santaniana’ memoria.

In mezzo c’è lo spazio per brani di livello più che discreto così ricchi di spunti da poter essere approfonditi nei prossimi tre dischi che mi auguro il gruppo farà. Ed il difettuccio di questo album sta proprio qui: alla lunga l’eterogeneità è controproducente perché, non essendo accompagnata da tocchi di genio puro, da l’impressione di una band che non mette bene a fuoco ciò che vuole.

Perfettamente coscienti che non tutte le ciambelle riescono subito con il buco tondo, sin da ora conveniamo che i Sideburn possono rivelarsi degli ottimi ‘panettieri’, basta soltanto attendere la giusta lievitazione.

Francesco Imperato

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