SIENA ROOT – A new day dawning

Avevamo avuto già modo di apprezzare gli svedesi Siena Root in occasione del loro “IV”, disco autoprodotto nel 2003 e pieno zeppo di vibrazioni hard psych nella migliore tradizione anni ’70. Eravamo dunque certi delle grandi qualità di questi quattro ragazzi di Stoccolma, dediti al recupero totale di quelle calde e pastose sonorità che hanno fatto la storia del rock.È la Rage of Achilles a farci gradita sorpresa dando alle stampe questo “A new day dawning”, quasi settanta minuti di finissimo hard rock settantiano, tredici brani che non inventano nulla di nuovo (ma chi cerca qualcosa di innovativo da un gruppo del genere?) ma hanno carica e spessore compositivo di alto livello. Il groove dei pezzi è immane, le fiammanti chitarre di KG West trasudano umori hendrixiani, le ritmiche (Sam Riffer al basso, H Forsberg alla batteria) si muovono sinuose tra i tappeti di organo e piano rhodes di Oskar Lungstrom e vocals ruvide dal chiaro timbro blues.
Led Zeppelin, Free, Deep Purple, Blind Faith, Atomic Rooster, Pink Floyd, Spooky Tooth, Uriah Heep, Hard Stuff: queste sono le coordinate. Quattro dei brani presenti sono ripresi dal lavoro precedente: si tratta delle derive psych di “Trippin’”, del rock blues di “Above the trees” (la lezione di David Coverdale è preziosa per il buon Oskar), dell’eclettismo sonoro a cavallo tra hard, psichedelia e progressive che anima “Roots” e della conclusiva “Into the woods”, magico miscuglio di psych rock, prog e folk.
Ma le altre composizioni non sono certo da meno. Si viaggia sui binari dell’hard rock più sinuoso e melodico (“Coming home”), si passa per il boogie ed il rock selvaggio (“Shine”, “Words”), si approda all’estasi heavy psych con “Until time leaves us again” e “Rasayana”. Insomma, “A new day dawning” è un trip in pieni anni ’70, da assaporare in totale libertà, fisica e mentale.
Insieme a Svarte Pan, Abramis Brama e Qoph i Siena Root si aggiungono a quella schiera di band svedesi dedite al restauro dell’immaginario più puro e genuino del rock. Un sound che non può non stuzzicare tutti i fan dello stoner. Consigliatissimo.

Alessandro Zoppo

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