SILENT HILL – Silent Hill

Un’altra lieta sorpresa nella scena doom italiana. I Silent Hill sono un quartetto proveniente da Roma e questo loro omonimo debutto non fa che confermare la qualità delle nuove leve nostrane dedite alla musica del destino.Un disco, questo “Silent Hill” dove a canzoni di stampo classic doom come le iniziali “October 41” e “Cold Frontiers” (vicina a certe cose dei Solitude Aeternus) fanno da contraltare delicati interludi poggianti su atmosfere ovattate (su tutti la sognante “Interlude to Criteria”). “Solemn Bird” è invece un pezzo che starebbe benissimo in un album dei Down e mostra come i nostri sappiano anche pestare duro quando necessario. La summa del disco e dello stile dei nostri è però la conclusiva “Criteria”, che nei suoi nove minuti alterna fasi doom a possenti porzioni mid tempo per poi dissolversi in un gran lavoro di synths e tastiere che si dissolvono infine nel silenzio più assoluto.
Detto che la voce del cantante Chris Rotten echeggia non di rado quella del maestro del doom italiano Paul Chain (fatto abbastanza curioso, dato che il pesarese ha sempre rappresentato un riferimento musicale, ma quasi mai vocale), non resta che fare i complimenti al quartetto, sperando che questo debutto sia solo il primo tassello di una lunga carriera. I mezzi ci sono, quindi avanti così, ragazzi.

Marco Cavallini

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