SIX ORGANS OF ADMITTANCE – Ascent

Se il 2012 è l’anno di fine e nuovo inizio, Ben Chasny chiude il proprio ciclo artistico con una perfezione unica. “Ascent” è per Six Organs of Admittance la summa ideale di un percorso iniziato oltre dieci anni fa, ai tempi di opere come il primo disco omonimo e “Nightly Trembling”, proseguito con una sfilza impressionante di album solisti (mai un abbassamento di livello, necessario specificarlo) e svariati progetti in bilico tra psichedelia elettrica e trance meditativa quali Comets On Fire, August Born e Rangda. “Ascent” rimette in gioco la spigolosità dei Comets On Fire (che si riuniscono per l’occasione) e grazie anche a Tim Green (Louder Studios) restituisce una complessità musicale avvincente.L’iniziale “Waswasa” è una goduria per gli amanti della psichedelia pura: un razzo lisergico dritto in faccia, chitarre che impazzano, ritmiche che seguono senza sbavature e vocalizzi mistici dal profondo. “Close to the Sky” è da pelle d’oca per la sua imbarazzante soavità, un gioiello di acid rock dolce come il miele e travolgente come un treno in corsa. “They Called You Near” si avvicina a quanto prodotto nel periodo da “Shelter from the Ash” a “Asleep on the Floodplain” – saliscendi raga folk su tappeti dronici – mentre “Solar Ascent” fa da traino ipnotico a “One Thousand Birds”, altro capolavoro psych pinkfloydiano che avvinghia sinuoso come un serpente la sua preda. L’acustica “Your Ghost” riconferma Chasny come uno dei più grandi songwriter in circolazione, “Even If You Knew” scatena una furia iconoclasta su sentieri notturni e polverosi e prepara al gran finale di “Visions (from Io)”, ballata spaziale sensuale e avvolgente. L’esplorazione di un nuovo pianeta è avvenuta. Non è la Terra, è il lato oscuro del sole. “Ascent” è la colonna sonora di questa eccitante, fantastica scoperta. E conferma Six Organs of Admittance nella cerchia delle maggiori psychedelic rock band esistenti.

Alessandro Zoppo