SMALL JACKETS – Walking the boogie

Il sacro fuoco del rock arde nel cuore degli Small Jackets. Solo così possiamo spiegare la bellezza ruvida di un disco come “Walking the boogie”. Seconda prova della band dopo il già promettente “Play at high level”, Lu (voce, chitarre), Eddy (chitarra), Danny (batteria) e Rob (basso) hanno sfornato l’ennesimo gioiello (targato Go Down), un concentrato di hard, boogie e rock’n’roll che scuote dal primo all’ultimo secondo. Se solo il mercato discografico odierno non fosse così ottuso brani come l’iniziale “My surprise” o la travolgente “Heroes” sarebbero hit da vetta della classifica.Nella godereccia “Forever night” compaiono direttamente dal magico mondo Hellacopters ospiti del calibro di Nick ‘Royale’ Anderson e Robert ‘Strings’ Dahlqvist, segno che gli Jackets puntano alto, con tutti i meriti del caso. Lo dimostrano i soliti bolidi turbo rock (“Born to die”, “She don’t care”) ma anche gustosi sapori 70’s (la strumentale “Phoenix’s light”), venature funky soul (le fantastiche “If you don’t need” e “Leave me alove”, i cui chorus conditi di hammond sono qualcosa di assolutamente travolgente), malinconici scorci blues (l’avvio di “Maybe tomorrow”, la pausa acustica della sentita “Wintertime”).
“Walking the boogie” è l’album ideale da assaporare ascolto dopo ascolto per capire (e spiegare) cos’è il rock’n’roll. Nessun calo, nessun cedimento: un pugno di canzoni che ti tirano per il collo, ti fanno muovere e riflettere. Ecco, questo è rock’n’roll.

Alessandro Zoppo