SOFA KING KILLER – Lust, crime and holiness

Sludge, ma con intelligenza. Brutali, ma con passione. E’ così che potremmo definire i Sofa King Killer, band americana al debutto con un ep di quattro brani dopo svariati anni di gavetta passati a comporre musica finita in due demo ed in uno split edito dalla Tee Pee Records in compagnia dei Leecmilk.
L’attività dal vivo con gente del calibro di Beaten Back To Pure, Earthride e Weedeater fa subito capire quali sono le intenzioni di questi cinque indemoniati: demolire le orecchie e le cellule cerebrali dell’ascoltatore con una miscela di sludge, stoner, hard rock e blues. E’ proprio quest’ultima componente, unita ad una passionalità di fondo, che rende le loro composizioni vincenti.

Immaginate gli Eyehategod che flirtano con i Led Zeppelin oppure la musica dei Corrosion Of Conformity cantata da un singer (il disumano Ryan Burgy) che pare abbia bevuto una tanica di acido ed avrete il perfetto risultato…già dall’iniziale “Die like an astronaut” si capisce che i Sofa King Killer non scherzano affatto: il groove avvolgente delle chitarre di Chris Chiera e Mike Burns impatta con il basso vulcanico di Paul Bartholet ed il drumming serrato di Brad Thorla, mentre intanto un pazzo con il microfono in mano emette le sue urla sguaiate. Una song annichilente, non c’è che dire. Proprio per questo la strumentale “Blues couch” dona un tocco di calma e pacatezza acustica (con tanto di organo…) che per certi versi ci confonde…come è possibile una cosa del genere? Si tratta di grande abilità compositiva, senza dubbio, tant’è vero che la successiva “CLE” ritorna a picchiare duro grazie a delle chitarre devastanti ma al tempo stesso melodiche e ad una coda psichedelica da brivido. Il compito di chiudere le danze spetta infine a “Burn the fields”, oltre sei minuti di lenta e cocente rabbia metallica introdotta da arpeggi sinistri e conclusa da ronzii asfissianti.

Se siete degli appassionati di gruppi come Mugwart, Iron Monkey, Alabama Thunderpussy e Molehill non potete certo farvi sfuggire questo “Lust, crime and holiness”. Tuttavia l’ascolto è consigliato anche a chi ha della frustrazione interiore da sfogare in qualche modo…

Alessandro Zoppo

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