SOUTHELL – Alcohol Fueled, Weed Inspired

Deserto, teschi, marijuana. Più emblematici di così si muore. Parliamo dei marchigiani Southell, giunti con “Alcohol Fueled, Weed Inspired” al prezioso traguardo del primo lavoro ufficiale. Un EP di sei tracce piuttosto fresco e godibile, dominato da una scrittura piana e lineare, che combina riff ciccioni a vocals abrasive, impatto hardcore a cromature metallose. I riferimenti sono i soliti quando si parla di southern sludge carico di groove: Down, Crowbar, Eyehategod, Alabama Thunderpussy e via marcendo. Tuttavia le canzoni dei Southell risultano abbastanza fresche, evitando il rischio noia al primo ascolto.”Weedlust” e “Drowned” sembrano uscite dalla penna di Phil Anselmo e Pepper Keenan, specie per il lavoro delle due chitarre (Naso e Mich) e della voce di Strona, davvero convincente. “Overtaken” si concede delle aperture malinconiche che andranno approfondite, “Straight On” strizza invece l’occhio all’hard tipicamente Seventies. “Mind Trip” punta sull’escapismo psichedelico, mentre “The Lie” chiude i giochi con un sound palustre, rallentato e soffocante. Gli unici consigli per il futuro sono presto detti: definire ulteriormente la personalità in sede di scrittura ed evitare un album con un’identità d’immagine tanto amatoriale. Per il resto, il weed pass dà il segnale verde.
Se cercate sonorità fangose e non troppo impegnative, i Southell fanno al caso vostro. High & heeavy till 2008, garanzia di qualità.

Alessandro Zoppo