SPIRALISM – Chakras

Concetto-chiave di alcune dottrine religiose e filosofiche orientali, i chakra (dal sanscrito cakráh «ruota», «cerchio» o «disco») sono punti del corpo sottile in cui risiede l’energia divina, ovvero quei centri che sovrintendono alle funzioni intellettuali, emotive e spirituali. Sette i chakra principali e – non a caso – sette le canzoni che compongono il debutto degli Spiralism; sette, inoltre, gli anni che separano il concepimento dei primi riff dal parto discografico. Si capisce allora come il titolo del disco in questione rivesta una grande importanza nella visione estetica dell’ensemble finlandese. Spiega infatti Riku Kuukka (chitarra/voce) in un’intervista pubblicata da MetalBite: “Così come i centri di energia riflettono diversi aspetti della vita e degli esseri umani, le canzoni dell’album riflettono su diverse cose: a doverle scoprire è l’ascoltatore”.
“Chakras”, nei suoi 63 minuti di durata, offre un’esplorazione dentro e fuori il conosciuto per un sentiero di influenze che si accavallano come le onde di un mare magnum trascendentale. A guidare l’ascolto attraverso la caleidoscopica eterogeneità della proposta è una palpabile naturalezza di composizione. Gli Spiralism, con una perizia strumentale animata da sincera passione, tendono la mano nel mondo reale e ci invitano nel loro universo vorticoso, dove spiritualità e fisicità si confondono. A fianco di scenari astratti – luoghi intuiti, ma non visti da occhio terreno – troviamo concrezioni di granito insormontabili: chitarre siderali, percussioni dilatate e tastiere di sogno vengono spazzate da bordate di riff melmosi e ritmi forsennati, spesso all’interno di un singolo brano.
La varietà dello spettro sonoro rende una classificazione rigorosa (se mai fosse necessaria) del tutto impossibile. A voler fissare qualche coordinata, rimanendo allo stesso tempo nell’ambito della scena finlandese, possiamo dire che negli Spiralism emergono tanto lo sludge mefitico dei Demonic Death Judge quanto – e forse in maggiore misura – l’ecletticismo space/prog degli Hidria Spacefolk. Non a caso Sami Wirkkala, chitarrista di questi ultimi, partecipa in veste di produttore e arrangiatore, offrendo anche un contributo al synth, e il suo tocco risulta senz’altro appropriato.
Da ricordare, infine, che “Chakras” è stato registrato nell’arco di due anni e il risultato dà prova di maturità e attenzione al dettaglio. Al momento la band è alle prese con la realizzazione del secondo capitolo; sperando non si facciano attendere troppo, li attendiamo al varco con grandi aspettative. E ora, miei cari, lasciatevi spiralizzare…

Davide Trovò

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