SPIRIT CARAVAN – The last embrace

Se dici Spirit Caravan pensi ad una delle più belle realtà doom-rock di fine anni Novanta, autrice di due full-lenght albums, un ep, una manciata di sette pollici e partecipazioni a compilation. Non moltissimo in realtà (si sono sciolti nel 2002) se non che il nome è stato spesso identificato con il leader e chitarrista Wino Weinrich, un uomo che ha attraversato due decenni all’insegna del suono ossianico e ossessivo prima con gli Obsessed e i tre dischi con i Saint Vitus negli anni Ottanta, poi con Spirit Caravan e più recentemente con la breve parentesi nei Place Of Skulls e con il nuovo progetto The Hidden Hand. Un’icona del doom.Per chi ama queste sonorità questo doppio cd da l’occasione di ascoltare doom-rock increspato di psichedelìa settantina di ottima qualità e di avere del materiale fuori catalogo da anni con l’aggiunta di brani mai usciti prima. I due dischi usciti su Tolotta records sono stati ripresi quasi per intero (le canzoni mancanti sono state sostituite da analoghe tracce uscite per sette pollici in edizione limitata o in versioni differenti), manca solo ‘Dreamwheel’ perché comunque disponibile su etichetta Meteorcity/People Like You.

Inediti che non sono per nulla riempitivi. Mentre The Last Embrace è un gioiello semiacustico posto in apertura al primo disco, Brainwashed invece si snoda con andamento ‘mammoth’ attorno ad una spina dorsale groovy. E che gli Spirit Caravan abbiano dato un contributo enorme anche allo sviluppo di sonorità stoner rock lo dimostrano pezzi come Healing Tongue da cui band come i Nebula hanno preso molta ispirazione. E’ curioso che mentre i Black Sabbath negli ultimi venti anni abbiano cercato di virare, con qualità alterna, verso l’hard rock americano band come gli Spirit Caravan hanno raccolto il testimone del ‘sabbath-sound’ settantiano, quello cupo, crudo e asciutto, dal tempo cadenzato ma pronto a lanciarsi nel groove più caldo o a sciogliersi nella ballata psichedelica (Dead Love/Jug Fulla Sun), profondamente blues, e l’abbiano portato avanti fino a pochissimi anni fa.
Wino e compagni sono spiriti liberi di scorazzare in lungo e largo i Seventies, liberi di fare accostamenti melodici e ritmici improbabili con una naturalezza che è arte allo stato puro (Melancholy Grey e Sea Legs su tutti), tenendo vivissima la fiamma della jam session. Per non lasciare nulla a metà Wino ha buttato dentro anche Last Sun Dance apparsa nel sette pollici a nome Shine (in pratica la stessa formazione, ha dovuto abbandonare il nome per problemi legali e chiamarsi Spirit Caravan).

Il secondo cd esplora con più prepotenza il lato doom proto metallico. Da segnalare, Undone Mind, Find It – affascinante la voce di Wino ‘in raucedine’ – Black Flower, e Outlaw Wizard.
Massimo rispetto!

Francesco Imperato

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