STALKER – Stalker

Solitudine e confusione. Caldo soffocante, cielo grigio e nubi minacciose. Alternanza di chiaroscuri, condizioni e stati d’animo che si rincorrono nell’ascolto dell’ep d’esordio dei genovesi Stalker. Che sembrano quasi voler mettere in musica l’identità della propria città, industriale e di mare. I cinque pezzi che ci propongono sono un filo di ferro stretto alla gola. Neri come la pece, bui e minacciosi, trovano spiragli di luce soltanto nelle aperture lisergiche che una fuga dal mondo odierno ci fa immaginare.Inevitabile pensare a Neurosis e Isis ascoltando pezzi come l’iniziale, meravigliosa ‘Wave Your Hand Goodbye’, ‘Pollyanna’ e la sua appendice ‘A.L.I.C.E.’. Un nichilismo sfrenato placato da rallentamenti psichedelici di gran classe. La personalità c’è tutta dunque, perché la tendenza post core (anatema su chi ha inventato quest’etichetta) viene zigzagata grazie ad una furia smaccatamente hardcore e al marciume sonoro tipico dello sludge doom. I riff e gli intrecci creati da Mauro e Luca G. sono a dir poco apocalittici, come la marzialità ritmica di Michele (batteria) e Luca V. (basso). Il tocco finale lo donano le vocals disperate di Alberto, straziante menestrello di prossime apocalissi, alienazioni e improbabili scappatoie. Il groove forsennato di ‘Alpha Strategy’ resta impresso nella memoria sin dai primi ascolti, così come il finale affidato a ‘Falling Stones’, pietra angolare di uno stile rabbioso eppure rarefatto, che digrigna i denti e mostra i muscoli accogliendoti in un caloroso abbraccio.
Da segnalare un aspetto importantissimo, il lavoro fatto dalla Produzioni Sante: grafica curata e packaging da urlo. Serve ancora qualcosa per convincervi all’acquisto?

Alessandro Zoppo

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