STONEFLOWERS , THE – The stoneflowers

Non so quanti pezzi abbiano sinora composto gli Stoneflowers, ma a giudicare dai tre presenti nel loro omonimo demo (la quarta traccia è “Out Of Focus”, mega-classico dei Blue Cheer) c’è da giurare che i loro show siano un’apoteosi elettrica!Quello che trasuda dai solchi è uno stoner rock anni 90 impregnato fino al midollo del miglior rock di Detroit, una formula che suonata con questa attitudine lascia poco scampo.

Subito un riff di marca 7Zuma7/MC5 e poi un frenetico assalto heavy compattissimo e scorrevole in “Run’n Yourself Runnin’”: bastano due minuti per tastare la consistenza del gruppo del chitarrista Matteo Rosin (già all’opera con i prog-thrashers Bleed In Vain). Da rimarcare anche l’eccellenza della sezione ritmica (Stefano, basso e Simon, drums), e soprattutto della voce metropolitana e trascinante di David.

Ancora meglio “Human Gods” che assimila, alla perfezione oserei dire, tutti gli stilemi dei giganti dello stoner rock come Kyuss, Core, primi Spiritual Beggars: cavernosi giri hard di basso, riff monolitici e ispirati, break distruttivi e solismi psych di grande effetto.

Con la terza “Two days (And Another One)” ricostruiamo invece un ponte tra la capitale del Michigan e il contemporaneo Nord Europa, dato che al potente rifferama si accompagna uno scatenato hammond, con David che interpreta con sicurezza e personalità.

Molto lo-fi e inacidita la cover dei leggendari stoners di Frisco, con tutto il gruppo che si abbandona a improvvisazioni lisergiche.

Certo che finito il dischetto si capisce proprio perché gli Stoneflowers partecipino con Small Jackets, Thumb, OJM, e gli inglesi Gorilla, allo Stoner Rock Festival di Abano di fine marzo…

L’avevamo accennato a proposito dei mai troppo rimpianti Acajou (ormai da considerare dei maestri ante-litteram) e adesso ne abbiamo un’altra conferma: il Veneto è la capitale stoner del Sud Europa.

Roberto Mattei

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