SUITE – Prima del vero

Un paio d’anni fa mi arrivo un demo di un gruppo chiamato Suite, tutt’altro che aggressivo e nemmeno catalogabile alla voce “rock”, pregno com’era di una sorprendente eleganza pop che mi aveva colpito e che non me la sentivo di lasciare nel dimenticatoio, pur se abbastanza estraneo gli usuali ascolti dei frequentatori di questo sito. Ora mi ritrovo a parlare dello stesso gruppo, accasato ad una etichetta che crede in loro, maturato sia a livello compositivo che nell’uso dei suoni. Limitarsi a parlare di pop-rock sarebbe estremamente limitativo vista la qualità e la varietà proposta: la band non si accontenta di azzeccare alcune melodie orecchiabili (cosa che riesce benissimo in più di un’occasione) ma va alla ricerca di sonorità che guardano piacevolmente al passato per attualizzarle in modo esemplare. Tra una traccia e l’altra si insinuano infatti atmosfere care a certo prog-pop inglese e ad una vaga vena psichedelica che gioca a nascondersi fino alla fine del disco; alcune chitarre leggermente aggressive, una adeguata prestazione vocale ed arrangiamenti di spessore completano il quadro.

The Bokal

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