SUPERCABRA – Down From the Mountain

I Subercabra sono un quartetto del New Mexico nato dalle ceneri dei The Sleestacks, combo che proponeva una inusuale forma di garage punk. Saddlosores Inner Parlors e Unhinged sono le band da cui provengono gli attuali membri dell’ensemble di Albuquerque. Il gruppo realizza “Down From the Mountain”, album che ingloba elementi che vanno dallo stoner al desert rock, incrociandosi con sapori retro e garage’n’roll. Si parte con “Vanishing Point”, avvincente song aperta dal massiccio fuzz riff e dal forte sapore psych con cantato layback: è space rock! Con la successiva “Death B4 Minvan” i quattro cambiano registro regalandoci un’incursione nel groove psych roll che ha reso celebri i Clutch, con tanto di vocalizzo molto affine a quello di Neil Fallon.Con “Early Morning Red Dog” i Supercabra confezionano un altro grande momento: sfuriate retro rock con rimandi a Grand Funk e Cactus ed incetta di heavy fuzz wah wah. “Drinking Driving Man” si prende una pausa, complice un rock’n’roll d’altri tempi che affonda le radici nella tradizione americana country bluegrass; “Resin” mostra il lato più delicato del quartetto per una heavy blues ballad dal sapore southern che riporta alla memoria Foghat e Black Oak Arkansas, il tutto condito da un tocco acid. Arriviamo così a “The Warzone” dove la band si misura ancora con la grande tradizione del rock che fu, fino al personale omaggio a Jimi Hendrix con “Las Vegas Ave.”. “Stolen Freedom” ribadisce la vena acid blues del combo, “Grizzled Stoner Wizard” si muove ancora sul versante acido con un altro interessante momento fuzz. In chiusura ecco un’ipnotica rilettura del classico dei Black Sabbath “Eletric Funeral”.
I Supercabra realizzano un disco assolutamente valido con diversi spunti di lettura e malgrado la proposta non presenti innovazioni stilistiche, la scrittura ne esce comunque vincitrice grazie ad un approccio ed un gusto personali. In sostanza la rilettura del rock acido ai Supercabra è riuscita piuttosto bene.

Antonio Fazio