SWORD, THE – Gods Of The Earth

The Sword è un nome che inaspettatamente ha scalato gli impervi pendii dell’underground per porsi tra gli act di maggior rispetto nell’ambito heavy. Dopo l’ottimo ‘The Age Of Winters’ e l’inserimento di ‘Freya’ su Guitar Hero II, il tour della consacrazione con Metallica e Down, l’Ozzfest, e molto altro ancora. Una band in piena ascesa quindi, adatta per metallari che amano drogarsi di stoner e doom, ma non solo.‘The Sundering’ apre repentina, maestosa, quasi dispiace che sia solo un intro, ma le aspettative non vengono deluse dalle roboanti ‘How Heavy This Axe’ e ‘Lords’ brani che mescolano sapientemente suoni grassi e riffing ispirato, in un perfetto connubio tra ’70 e ’80. Ma c’è dell’altro, e come da copione, i quattro di Austin ci regalano delle accelerazioni thrash metal nella furibonda ‘Fire Lances The Ancient Hyperzephyrians’, vera artiglieria pesante. Nonostante tutto la voce rimane sempre legata a melodie di scuola settantiana, come i Black Sabbath insegnano, e spesso ricordano moltissimo gli amici Witchcraft nel modo in cui le linee vocali sono costruite e distribuite, un po’ meno nella qualità, talvolta piuttosto canonica. Tuttavia massiccie dosi di groove continuano a fluttuare senza sosta nella classica ‘To Take The Black’, nella doomy ‘Maiden, Mother And Crone’ e nella spietata ‘Under The Boughs’. Il disco si conclude tra acque agitate, quelle di ‘The Black River’ e ‘The White Sea’, a suggellare un disco che farà la gioia di molti, nella stessa misura in cui farà storcere il naso a tanti. Insieme agli ultimi Grand Magus, l’epic metal del terzo millennio.

Davide Straccione

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