The Blacktones – The Day We Shut Down the Sun

Si apre all’insegna della più tetra oscurità il nuovo disco dei The Blacktones, la band sarda che, dopo il primo EP Distorted Reality pubblicato nel giugno 2012 e il disco omonimo del 2015 è gloriosamente giunta al suo terzo album. E se l’innovazione non è di certo il marchio di fabbrica di The Day We Shut Down the Sun (edito da Sliptrick Records), di certo risulterà impossibile non parlare di originalità e ingegno.

Un intro che scava nella profondità della terra apre il sipario alla scarica di riff violentissimi del pezzo di apertura The Pope, che strizza l’occhio al melodic death metal di stampo scandinavo senza dimenticare influssi sludge e prepotentemente groove. I restanti 13 brani seguono la medesima dinamica strumentale, presentandosi come finestre sonore affacciate su una landa disperata, destinata a condurre l’umanità al suo grado zero.

Le tracce di The Day We Shut Down the Sun sono infatti intercalate da misteriose intro apocalittiche, i cui titoli rimandano alle figure dei tarocchi, restituendone musicalmente la carica profetica. È così che il disco, partendo dall’arcano numero 5 (il Papa), compie un viaggio à rebours verso l’energia originaria del caos, ovvero la follia, rappresentata idealmente dall’arcano numero numero zero (il Matto). Una sorta di concept album disumanizzante che viaggia su onde ad altissima frequenza, seguendo un impasto fonico assolutamente coerente e condito da linee vocali ora acide, ora furiosamente gutturali, tra ferocissimi growl e stralci di cantato pulito che non si sottraggono dal trasmettere una medesima carica distruttiva.

Eppure questo gioco al massacro dell’umana sembianza pare condurre a una sorta di rinascita infernale, come se l’uomo, spogliandosi della sua civiltà, potesse risvegliarsi nel buio degli inferi, dominati dal caos originario. Non a caso le due tracce di chiusura del disco, The Magician e The Fool, ispirate alle rispettive figure dei tarocchi, non sono altro che una dissoluzione dell’impianto sonoro fino a quel momento costruito. Una destrutturazione sonora che coincide, infine, con l’azzeramento di tutto, nel giorno in cui il sole verrà spento.

The Blacktones The Day We Shut Down the Sun

The Blacktones

 

Valeria Eufemia