THE JANITORS – Evil Doings of an Evil Kind

The Janitors sono una band atipica per il catalogo Bad Afro. Abituati alla loro uscite flower power (su tutti i grandissimi Baby Woodrose, ma non bisogna dimenticare eccellenze come On Trial, Dolly Rocker Movement, The Setting Son e tante altre), il suono che propone questo quintetto svedese è fuori dall’idea peace and love. Incandescente, ipnotico, pesante. Se dovessimo pensare a degli Spaceman III o a dei Loop di oggi, A.D. 2014, penseremmo proprio a loro. Qualcosa ricorda la psichedelia texana di band come The Black Angels (“Black Wheel”) ma in loro non c’è consolazione. Come moderni Anton Newcombe, sono dei born losers. E in più aleggia lo spettro dark di Ian Curtis nel canto. Capiamo che una cosa così non è propriamente “splendente”. Le chitarre straziano in “Here They Come” e i tamburi richiamano il voodoo come potevano fare i Cure degli anni d’oro di “The Handing Garden”. Prossimi, ma non proprio vicini, i compagni di etichetta Telstar Sound Drone. Ecco: il drone è la parola d’ordine per i Janitors. Con questo EP di quattro tracce emerge il monolitico fragore del sound ipnotico. Per palati fini. E tossici, of course.

Eugenio Di Giacomantonio