THE WANDERING MIDGET – The Serpent Coven

Dopo l’ottimo “I Am the Gate”, tornano i finlandesi The Wandering Midget con un lavoro nuovo di zecca intitolato “The Serpent Coven”, contenente solo sei brani ma della durata di 54 minuti. Il gruppo, che prende il nome da una canzone dei Reverend Bizarre, si candida come uno dei più promettenti della nuova scena doom ed è influenzato tanto da certa psichedelia quanto dal progressive rock degli anni Settanta.Un pezzo come “The Thing from the Black Reef” dimostra chiaramente che la band è affascinata da scrittori di tematiche horror quali Edgar Allan Poe e H.P. Lovercraft. Se si ascolta un brano come “Taynia” ci si accorge dello stile molto personale che il trio riesce a sviluppare con grande naturalezza; ancora meglio “Family Curse” che parte inizialmente con un’atmosfera tetra e drammatica per poi evolversi in alcuni fraseggi epic che ricordano i migliori Manowar.
Da segnalare anche la title track, molto interessante, con ammiccamenti quasi stoner tali da sembrare una versione medievale degli Electric Wizard. Veramente bravi. Non mancano riferimenti all’heavy classico, ai già citati Reverend Bizarre, a certi Cathedral ed anche ai Witchcraft (soprattutto nel cantato).
I Wandering Midget si rivelano un gruppo capace di piacere anche a coloro non molto avvezzi a questo genere: la loro formula è un doom vario, fresco, a tratti melodico, decisamente coinvolgente.
Insomma, una proposta piuttosto eterogenea. Da seguire senza alcun dubbio.

Cristiano Roversi