THE WORST HORSE – The Worst Horse EP

The Worst Horse è un cavallo zombie impazzito e trucido. È il moniker dietro al quale si celano quattro brutti ceffi di Milano che hanno fatto dell’orgoglio redneck il loro punto di comando (nella musica, perché a vederli David, Francesco, Pietro e Omar sembrano quattro modern dandy). Il sound che esce fuori dalle casse è quanto di più zozzo ha transitato nelle vostre orecchie: Sourvein, Fireball Ministrry, Orange Goblin, Loudmouth e qualcosa di classico come AC/DC e The Cult (“Grimorium” sembra una outtake di “Sonic Temple”).
Come dire, la palude della Louisiana con un’ottica Seventies rock. Troppo poco cinque pezzi per avere un visione completa e a lungo termine del progetto, ma questi venti minuti ci dimostrano che i ragazzi sono intenzionati a lasciare una traccia, non solo nel mondo stoner o giù di lì (“Dawn” appare inaspettatamente fruibile in senso alternative rock a maglie larghe, come la conclusiva “Mount”) e la band non sfigura davanti a nomi quali Isaak e Oak’s Mary (a proposito, che fine hanno fatto?) nel modo di intendere il rock in maniera sostanziosa, ipervitaminica e senza compromessi. Ampli a manetta e chitarre maltrattate: this is the law.

Eugenio Di Giacomantonio

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