THEE PLAGUE OF GENTLEMEN – Primula Pestis

Lenti e claustrofobici! I Thee Plaghe Of Gentlemen ti prendono alla gola con il loro doom estremo e urlato seppellendo qualsiasi barlume di luce sotto pesanti e reiterati riff ossianici, intervallati solo di tanto in tanto da qualche improvvisa accelerazione dagli effetti devastanti. Questo può essere l’identikit che emerge fin dal primo ascolto degli autori del debutto Primula Pestis: d’altronde, essi stessi pongono tra le loro influenze Saint Vitus, Celtic Frost e Melvins… che cos’altro vi aspettereste da un connubio tanto spaventoso se non una album tanto devastante quanto intrigante? Ovviamente la proposta del gruppo è indirizzata a quanti fanno del lato più duro ed estremo del doom-metal il loro vessillo mentre per tutti gli altri alcune spigolosità potrebbero sembrano alquanto ostiche da digerire. Il lento incedere di pezzi come Greek Fire o Pressure And Time rappresenta l’oscura devozione al doom dei Nostri, mentre in altri pezzi come The Oceans Has No Sides la band si lascia andare a qualcosa di più vicino a certo metal estremo; quando poi fanno capolino gli spaventosi dieci minuti dell’opprimente incubo intitolato As Cold As They Come il complesso cerchio di influenze si chiude in modo alquanto devastante.Da segnalare la presenza di un paio di video molto buoni in formato MP4 tratti da un concerto dal vivo: The Oceans Has No Sides, inclusa in questo album, e Blackwood Cabinet che, per qunato ne so, dovrebbe essere un pezzo indetto. L’artwork, inquietante e blasfemo, è ovviamente a tema…

The Bokal

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