THERE – We are

Dopo sei anni di carriera che li hanno visti protagonisti di una vasta attività live, due ep e tre full length autoprodotti distribuiti in tutto il mondo, tornano in pista i There, band guidata da Jake Hamilton, che oltre ad essere basso e voce della band è anche produttore affermato e direttore della What’s Next Records.
Il nuovo capitolo della saga There giunge a distanza di due anni da “III” e raggruppa in un unico dischetto dodici tracce che spaziano tra inediti, versioni live di brani del passato e cover di gruppi storici come Black Sabbath e Deep Purple. Ed è proprio da questi colossi che hanno scritto pagine fondamentali del rock duro che i tre traggono ispirazione: il loro è un hard rock vecchia maniera, ricco di sfumature heavy e condito da montagne di groove e svisate bluesy. Nessuna pretesa di essere originali a tutti i costi, ci troviamo di fronte a delle persone coerenti e sincere, devote ad un genere musicale portato avanti con passione e spontaneità.

Tutto ciò viene dimostrato a partire dalle suddette cover: “Electric funeral”, “Snowblind” e “Into the fire” vengono eseguite con forza e vigore, come si addice ad una band il cui scopo è quello di riportare in auge lo spirito del vero rock, quello degli anni ’70. Il lavoro al basso di Hamilton è davvero apprezzabile, così come le sue linee vocali calde e passionali; allo stesso tempo sorprende l’amalgama creato con il drummer Vic Dobson mentre gli assoli “zeppeliniani” e i riff corposi di Andrew Shadrawy si confermano una certezza.

Tra tutti i pezzi inediti della band emergono le vibrazioni indemoniate di “My head”, le atmosfere hendrixiane di “All over you”, le variazioni psichedeliche delle lunghe “The flow” e “Ghod nose wat” e la carica propulsiva della conclusiva “Can you picture that”.

Chi dice che il rock è morto ascoltando i There dovrà certamente ricredersi: la fiamma del rock’n’roll brucia ancora alta e forte!

Alessandro Zoppo