THREE EYES LEFT – Demo 2006

Bologna rock city. Non solo punk o post rock (per fortuna…) ma anche heavy psych tosto e cazzuto. È il caso dei Three Eyes Left, insieme dal 2005 e dopo varie esperienze personali giunti al traguardo della prima demo. Traguardo che lascia presagire grandi soddisfazioni per i quattro. Il loro rock prende in parte dallo stoner, per altri versi dall’hard & heavy dei ’70, ma sa anche essere ben costruito ed orchestrato. Segno di una certa maturità tanto compositiva quanto tecnica, evidente a partire dall’impatto delle ritmiche (Andrea – basso -, Stefano – batteria -) e dalle variazioni che apporta la chitarra (sempre ottimo Matteo). E poi c’è la voce di Mike, profonda, espressiva, forte. I richiami a Demetrio Stratos si sprecano, ma sarebbe un errore porre una sorta di gabbia al suo spettro vocale, davvero ampio e che per questo può ancora migliorare.Intanto, “Fuckin’ slaves” e “Bad acid” sono due bolidi che corrono all’impazzata: veloci, aggressivi, schizzati fino all’inverosimile. Stoner rock roccioso, che tira fuori i muscoli quando è il momento di picchiare giù duro e sa cullare nelle sue atmosfere oniriche quando giunge l’ora di andarci piano (la coda di “Bad acid”, il ritorno dal trip tanto celebrato dai padrini Electric Wizard).
“Two sides” sposta invece il proprio baricentro verso suoni ragionati, lavorando meno d’impulso e più di cervello. Non che non lo facciano anche gli altri tre brani, ma in questo caso si valicano i confini di genere e ci si butta su un rock sì sanguigno ma anche molto personale. Tanto che la melodia, le ritmiche, il gioco delle chitarre hanno odore acre e sapore speziato. E quando compaiono chitarra acustica, percussioni e un tagliente inserto di flauto non si può far altro che chiudere gli occhi e sognare… Ma il meglio è anche altrove, è nella roboante “Steve McQueen” (titolo celebrazione di un idolo), perfetto compendio di heavy psichedelia, quella che apre la mente e scuote il corpo.
Attenzione gente, i tre occhi rimasti vi scrutano. Lasciatevi osservare…

Alessandro Zoppo