TOMBSTONE HIGHWAY – Ruralizer

Album d’esordio per i Tombstone Highway, band attiva da diverso tempo che si è formata nel 1999 come Leaf Death Season, salvo sciogliersi e ripresentarsi nel 2006 con l’attuale nome, ispirato da un classico brano degli Obsessed di Wino Weinrich. Il duo è formato da HM Outlaw (chitarra, banjo, vocals, meglio noto per essere Herr Morbid nei Forgotten Tomb) e Emilio S.O.B Sobacchi (batteria, ex Hungry Heart), cui si sono in seguito aggiunti Simone Feroci (basso) e Daniele Zoncheddu (chitarra) provienenti dai Kalevala (band folk metal di Parma). Dopo un EP del 2007 arriva finalmente il full length con una proposta che è un’interessante fusione di suoni, dal southern rock al blues fortemente influenzato dallo stoner sludge metal. Seppure i sapori inducono verso la ruvidezza del tipico sound degli stati confederati americani, in qualche frangente il gruppo sembra inglobare anche elementi tipici della scuola doom tradizionale, senza che quest’ultima influenza risulti dominante.A dare maggiore spessore a “Ruralizer” è la presenza di guest quali Marco Percudani (chitarra) e Luca Negri (tastiere). In particolare l’aggiunta di Negri nel brano “At the Bitter End” porta i nostri a confrontarsi col 70’s hard rock di scuola Deep Purple. Insomma, l’esordio dei Tombstone Highway è un lavoro di buona fattura che brilla in quanto vigoroso ed essenziale, non lasciando spazio ad inutili fronzoli. Viceversa non altrettanto si può dire dell’originalità della proposta, che tuttavia non ne intacca la qualità. Il combo nato tra Piacenza e la Liguria trasforma la pianura padana nelle atmosfere paludose del profondo sud degli USA ma anche il polveroso sud della California. Ricordiamo inoltre l’uso del banjo in qualche song a riportarci in mente anche la Louisiana, tra Lynyrd Skynyrd, ZZ Top ed Outlaws fino a Black Label Society, Corrosion of Conformity e Down, ma anche Leadfoot, Spiritual Beggars, Orange Goblin e – sul versante doom – i compianti Thunderstorm, specie per il portentoso riffing alla Fabio Thunder. E le colt ripresero a sparare…

Antonio Fazio