TOTIMOSHI – ?Mysterioso?

L’inquietante Float apre le danze con le note sinistre fornite dalla chitarra di Antonio Aguilar, Screwed segue a ruota introdotta dalle pulsazioni del basso di Meg Castellanos, mentre John Zamora si preoccupa di martellarci a dovere con il suo drumming insistente. Si apre così il lavoro dei Totimoshi, piacevole sorpresa per la quale non è sbagliato utilizzare il termine stoner, abbinandolo però a qualcosa che suoni come Alternative Metal, o giù di lì. Cellophane potrebbe infatti far pensare al nu-metal per la sua struttura, ma in suoni non sono quelli, Dirty Farmer è uno strumentale a cavallo tra il metal e l’indie rock e The Bleed rimane nel bel mezzo di quel crocevia dove le sfumature dei generi sopra citati si incontrano. Oblivian è forse il pezzo che con la sua imponenza ci porta con una certa convinzione a parlare di stoner-doom, prima dell’ipnotica e massacrante Horselaugh che chiude degnamente il lavoro lascinado i Totimoshi al di fuori delle definizioni più scontate e l’ascoltatore di fronte a qualcosa che forse non ha ancora inquadrato al 100% ma che profuma di qualità lontano un miglio. Ecco, non si può parlare di capolavoro, ma non si può nemmeno trascurarlo questo disco… credo proprio che i Totimoshi siano grandi!Dimenticavo: il CD contiene anche una sezione CD ROM enanched che giro su PC o Su Mac, con un simpatico video di Cellophane (infarcito di scheletri ed inquietanti sequenze alquanto sinistre) e un documentario sulla band in tour (molto on the road…).

The Bokal

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