TROUBLED HORSE – Step Inside

Era ora che qualcuno si accorgesse di loro. E lo ha fatto niente meno che il sommo vate Lee Dorrian, mente della rinomata Rise Above oltrechè, ricordiamolo, ex componente e leader di band storiche quali Napalm Death e Cathedral. Quindi si va sul sicuro. Il debutto degli svedesi Troubled Horse (manco a dirlo, pure loro provenienti da Orebro) è finalmente arrivato anche se con un po’ di ritardo. Ma tant’è, meglio tardi che mai.Il gruppo è in giro dal 2007 e dopo varie vicissitudini tra etichette minori (la non trascurabile Crusher Records) e presenze di spalla a nomi più titolati, si presentano al pubblico in grande stile. Senza tergiversare e dilungarsi più del dovuto, perché chi conosce la scena di Orebro sa perfettamente la materia trattata dai nostri. Roba vintage s’intende, ma fatta in modo tale da lasciare l’acquolina in bocca a tutti coloro che hanno goduto della magnifica aura che si respirava nei Seventies e, in taluni casi, pure nei Sixties. Perché oltre all’heavy garage blues tenebroso dei Pentagram, o se preferite dei Witchcraft, troviamo anche una psichedelia velata debitrice sia dei 13th Floor Elevators, sia della magia poetica di certi Doors. E in più l’ingrediente segreto: un’insospettata e trascinante vena sudista che ne rafforza il contenuto.
A questo punto molti si aspettano una discussione sui brani (alcuni dei quali già ascoltati nei precedenti bootleg e singoli vari), ma noi non affronteremo l’argomento poiché vi invitiamo a scoprire l’involucro come una succosa sorpresa natalizia in un clima di festa. Dopotutto non sono queste le cose più belle della vita?

Cristiano Roversi