TUNA DE TIERRA – EPisode I: Pilot

I Tuna de Tierra ci sanno fare. Si immergono nel proprio sound come in un rituale antico con tre sacerdoti pronti a venerare il Dio del Deserto. Il numero tre, numero della perfezione, sembra ritornare di continuo: tre gli autori, Alessio, Luciano e Jonathan; tre i pezzi che compongono questa loro prima uscita, “EPisode I: Pilot”. Tre i passi per la propria espressione, con l’introduzione, lo sviluppo e la chiusura di quel concetto fantastico chiamato post stoner, che sembra tagliare trasversalmente tutte le band interessanti della nostra penisola.
Con i Tuna de Tierra siamo al cospetto di una ispirazione genuina che parte con “Red Sun” (titolo che fa venire in mente i padri fondatori del genere, chiamati in causa con un riff pachidermico dagli sviluppi inaspettati) e si procede con “Ash”, dalle vaghe reminiscenze grunge, soprattutto per l’effettistica della voce che richiama gli ululati tossici del primo Mark Lanegan, in odore di Screaming Trees. Il finale spetta a “El Paso de la Tortuga”, quasi un divertissement, indicativo nello spiegarci che la strada dei nostri, in futuro, potrà essere proiettata in qualunque direzione, basta seguire il proprio intuito e la propria mappa emotiva, per produrre risultati di livello.
Too fast, too soon recitava uno slogan di qualche tempo fa. Proprio così. Ne vogliamo ancora di pezzi di tal fattura.

Eugenio Di Giacomantonio

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