TWINGIANT – Devil Down

Lo scorso anno o giù di lì, ho recensito il secondo lavoro dei Twingiant, band di Phoenix dal gusto musicale heavy e caldo che incrocia metal, southern rock e blues in un mix sorprendentemente gradevole. Mi trovo di nuovo di fronte a un album ben fatto, “Devil Down”, un ottimo esempio di lo-fi fatto con cognizione (nelle ultime settimane alcune uscite importanti mi fanno sentire il bisogno di calcare la mano sul concetto stesso di lo-fi, vista la sbandata “accazzo” che il termine sta prendendo). L’impegno e l’accuratezza sono percepibili tra le file delle 7 tracce del lavoro. “Daisy Cutter” rispecchia personalmente al meglio lo schema generale del suono dei Twingiant. Quella mistura calda e vintage con accenti pesanti e rudi che marchiano il prodotto finale come qualcosa di strettamente personale. Una nota di merito inoltre va alla grafica e all’onomastica generale. Ogni titolo infatti è come un nome proprio che rispecchia al meglio in quest’ottica “animista” la personalità della canzone.Ben fatto ragazzi, ben fatto.

In fede,
S.H. Palmer

I reviewed already the sophomore from Twingiant, last year (“Sin Nombre”). Then I received a red cassette, and it was fuckin’ amazing. “Devil Down” is the new album released by this Arizona based band, made up of 7 heavy, slow, rough tracks.
I was thinking last week about the concept of lo-fi. And maybe this is the right example for me to explain the matter. Twingiant’s work is lo-fi, in the better meaning of the word. I can hear, clearly, the attention and the diligence in those properly southern-flavoured stoner cherries. The taste of the members is always good, and in my opinion it sounds much better than SN, even if always in the underground scale of the term.
“Daisy Cutter” is my favourite “number,” which reminds me also some dirty fuzzy 90’s precious memories. Among the songs run and snakes a certain sense of obsession. Lovely soundtrack for my Edgar Allan Poe evenings, “Devil Down” deserves a special spot between the lines of musical genres – crossing metal, blues and hard rock suspicions it has a proper way to draw the conceptual rite consumed between the red of those lines and the black of those hearts.
Well done guys, well done!

Faithfully yours,
S.H. Palmer

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