UFOMAMMUT – Lucifer Songs

“Turn me on dead man…”. Eccitami, uomo morto… No, stavolta i Beatles non c’entrano. Stavolta c’è di mezzo la migliore band italiana in circolazione. Ci piace esagerare, ma ormai gli Ufomammut non ci sorprendono più. La qualità delle loro uscite ci ha abituati su standard elevatissimi. Ed il nuovo minicd “Lucifer songs” (che poi tanto mini non è, dato che i sei pezzi qui presenti superano la mezz’ora di durata) non cede colpi, anzi. Qui si esplorano nuovi angoli del mondo Ufomammut, interstizi interdetti, spazi bui per menti elette.La psichedelia, il doom, l’heavy space sound. Sono solo vuote definizioni dinanzi a tanto splendore. I tre ragazzi di Tortona vanno ben oltre (tre perché nonostante l’abbandono di Le Gof alle tastiere non si è perso un milligrammo della loro forza lisergica e potenza evocativa). Ci conducono in un universo oscuro, cinereo, nero come la pece. L’intricata matassa in copertina (al solito splendido lavoro Malleus) rappresenta bene questo cosmo buio, contorto, aggressivo e al tempo stesso soave. Un ascolto notturno, una nenia da incubo, un gorgo da spazio siderale. “Lucifer songs” è questo e molto altro. È la perfetta realizzazione di un processo concettuale oltre che sonoro. Processo che culmina nella nuova creazione Supernaturalcat e che ci auguriamo possa essere finalmente compreso anche in Italia, oltre che all’estero.
Già, perché gli Ufomammut sono il nostro miglior prodotto da esportazione e invece restano confinati in un desolante universo underground. Ma poco importa, le emozioni di questi sei brani saranno ancora più preziose per chi saprà apprezzarne tutte le sfumature. Come il riff mastodontico che sorregge “Blind”, pilastro in bilico tra rigurgiti heavy e fughe sognanti. O i samples mesmerici di “Hypnotized” e le turbolenze di “Hellcore”, un vuoto maledettamente ossessivo che rapisce la mente e la scuote con gli strazianti dialoghi di ritmiche e chitarre.
“Mars” ha invece un riff cattivissimo che si stampa immediatamente nel cervello ed un andamento da (ufo)mammut. Mentre “Astrodronaut” è pura psichedelia, cibo per il pensiero che si espande, conclusione fantastica di un elaborato trip lisergico. Oltre queste cinque tracce (più dvd, segno di un’opera totale, che coinvolge audio e video), sull’edizione in vinile troverete la bonus track “Lucifer song” (scaricabile anche dal sito della band), quasi dieci minuti di suoni dal ventre della terra, synths ipnotici che annebbiano con una drone music davvero incredibile.
Le prime mille copie di “Lucifer songs” avranno confezioni realizzate interamente a mano, serigrafie numerate e stampate in oro su cartoncino nero da Malleus. Fatevi avanti e prenotate la vostra copia, numero 666 ovviamente.

Alessandro Zoppo

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