VERDEIRIDE – L’ansia delle fragole

Nuovi cervelli psichedelici crescono. Stavolta tocca ai VerdeIride, quartetto proveniente dalla provincia di Benevento e nonostante la giovane età già attivo da qualche anno. “L’ansia delle fragole” è il loro nuovo ep, cinque tracce che si posizionano tra psych classica, alternative rock e grunge Novantiano. Il risultato lascia ben sperare per il proseguio della loro carriera, tuttavia sono diversi i punti negativi da sottolineare. Innanzitutto voce e testi: non tutti sono Alberto Ferrari. Per fortuna… Per essere (come) i Verdena non basta mettere insieme quattro controsensi, accoppiarli a dissonanze e cantarli con strascicata inquietudine. Occorrono le canzoni. Che qui sono presenti in parte.Buone le ritmiche di Giovanni e Vincenzo, ottime per stratificazione e ardore lisergico le due chitarre di Dylan e Orlando. Dei cinque brani, esclusa l’introduzione affidata ai rumori sinistri di “Ansiolitico”, convincono soprattutto il piglio punk di “Latte+” (chi ha detto Mudhoney?) e le aperture psichedeliche della conclusiva “Elevrosi (La demielinizzazione dell’anima)”. “Paura e disgusto” e “Cui emana luce (Metanogena)” scontano i difetti di cui sopra.
Il consiglio per il futuro è: evitare i testi in italiano, smarcarsi dallo spettro ingombrante (e logorante) di Nirvana e Verdena, spingere sulla psichedelia hard & heavy. Da gente come Pink Floyd, Spacemen 3, Bardo Pond e White Hills c’è sempre da imparare.

Alessandro Zoppo

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