Viscera/// – City of Dope and Violence

La cosiddetta scena “post-metal” è una palude ormai putrescente. È per questo motivo che accogliamo con enorme entusiasmo il nuovo lavoro dei Viscera///, una band da anni che cerca di guadare il pantano. City of Dope and Violence è un EP di tre brani per venti minuti scarsi di “post-metal” che frulla oscurità e psichedelia, malessere e black metal, orrori di provincia, crossover e melodia. C’è così tanta malsana freschezza in queste tre canzoni che in orde di dischi arrivati negli ultimi anni da band ben più blasonate e osannate.

Il trio di Cremona compie un ulteriore passo in avanti rispetto alla “Trilogy of Perception” iniziata con Cyclops (2007), proseguita con 2: As Zeitgeist Becomes Profusion of the I (2010) e conclusa da 3 | Release Yourself Through Desperate Rituals (2017). Un’evoluzione che in realtà è perfettamente in linea con quanto già sperimentato ai tempi di Manifestaciòn de Execrable Violencia. I Viscera/// non hanno mai abbandonato la loro strada. Anzi, vanno avanti trovando sempre nuove soluzioni.

Una scelta che risulta evidente a partire dal riff assassino che apre Marauders, con il cantato pulito di Mike che si alterna allo scream più selvaggio. “It starts burning / I’m so dysfunctional” recita l’accattivante refrain che entra in testa sin dal primo ascolto. Un approccio emozionale e appassionato, che ammalia e sorprende.

La voce del reverendo Jones di Release Yourself Through Desperate Rituals cede il passo a quella di un’anziana (“spettatore ma anche vittima”) che descrive una scena del crimine (un caso di violenza domestica) in C.O.D.A.V., ambient noise nero come la cover realizzata da Nicola Domaneschi (Mount Fog). Una Lancia Prisma distrutta e abbandonata in un bosco.

Delitti, retroscena, misteri pronti ad essere svelati in Spirit of ’86, un brano fulminante che mette in mostra le eccitanti possibilità future dei Viscera///. Tanto groovy quanto heavy, lo spirito dell’86 può contare sulla voce di Vespertina, che rende il ritornello incredibilmente godibile e catchy.

Dalle cronache della sonnolenta Cremona, apprendiamo che negli ultimi tempi un uomo ha ucciso la moglie a colpi di pistola davanti a un ristorante cinese e che un automobilista ha travolto un ciclista dopo una lite, salvo scoprire che non era quella la persona con cui aveva litigato pochi minuti prima. City of Dope and Violence never sleeps. Da quand’è che ci siamo trasformati in guardoni?

 

Alessandro Zoppo