VOID GENERATOR – Phantom Hell and Soar Angel

Il delirio dei sensi teorizzato da Humphrey Osmond, psichiatra tra i padri del pensiero psichedelico, sodale di Aldous Huxley, è alla base di “Phantom Hell and Soar Angel”, nuova emissione sonora targata Void Generator. Le porte della percezione si spalancano non appena le note acide di “Message from the Galactic Federation” invadono il lettore. Quindici minuti che passano con estrema sapienza dalla psichedelia heavy allo space rock, dal progressive alle tentacolari emozioni provocate dai Motorpsycho. Sorprende la voce di Gianmarco (mastermind della federazione spaziale), profonda e coinvolgente. Ad affiancare il cantante e chitarrista romano in questa nuova avventura, dopo l’esordio del 2004 e la conferma di “We Have Found the Space”, troviamo Sonia al basso, Cristiano al synth, Marco alla batteria ed il fantomatico Bob ‘Accumulator’ the Rich.”The Morning” ci avvolge con il suo andamento sinuoso, delicato, per poi esplodere in un crescendo vorticoso che nel finale apre squarci abissali ed ipnotici. Tecnica simile adottata nel mastodonte space “The Eternaut”, quasi venti minuti trainati da un riff incandescente e scanditi da intrecci che sfiorano il caos per terminare in totale perdizione. Sembrava tutto concluso quando arriva a sorpresa “Retinoic”, traccia aggiunta che dalle mutazioni pinkfloydiane evolve in una furiosa e lancinante ascesa in slow motion, senza alcuna fine (dalle note di un piano distante nel tempo al giro blues che risuona nelle cantine di Mos Eisley).
Consci che possano ulteriormente smarcarsi dal modello heavy psych classico, consacriamo i Void Generator ad alfieri lisergici del nuovo millennio. «Per capire l’inferno o volare angelico, basta prendere un pizzico di psichedelico».

Alessandro Zoppo

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