VOID GENERATOR – Void Generator

Ancora una sorpresa, ancora un volta dall’Italia. Che sia la volta buona per un’esplosione definitiva della nostra derelitta scena heavy psichedelica? Per ora questo non ci è dato saperlo, ci basta constatare il fatto che i romani Void Generator hanno prodotto un promo di quattro pezzi originale e veramente intrigante. Oltre ad una professionalità innegabile, la band capitolina sfoggia un enorme bagaglio tecnico e compositivo messo al servizio di brani che spaziano dalla psichedelia pesante allo space rock, con ampie spruzzate di progressive cosmico e visionario.
Il gruppo romano si forma dall’unione dei cugini Gianmarco Iantaffi (già all’opera con progetti quali Evon e Capovolto) e Gabriele Fiori, i quali si alternano alla voce, alle chitarre e al basso. Completano la formazione Maurizio De Angelis alla batteria e Massimiliano Matrone ai synth: la dotazione è così pronta per potersi esibire in giro e sfornare questo splendido dischetto. Già a partire dall’iniziale “Sideral connection” si capisce di che pasta sono fatti questi ragazzi: un turbine psycho space rock in stile primi Monster Magnet, si resta ingoiati in un imbuto spazio temporale dove intrecci di chitarre acide, synth allucinati e ritmiche ipnotiche rapiscono i nostri stessi sensi…

La successiva “Blues ky” è il pezzo più semplice e lineare del lotto ma al contempo è il tassello che dona i migliori frutti: un’atmosfera molto sixties viene messa al servizio di delicate vocals che costruiscono una tessitura melodica da pelle d’oca, interpretata con la giusta attitudine, tra l’elegiaco ed il trasognato. Toni pacati sono anche alla base di “Electric tratment”, brano che in poco meno di cinque minuti filtra la psichedelia pinkfloydiana attraverso i suoni delicati del progressive e della scuola di Canterbury, graffiati solo in apertura ed in chiusura da un vibrante riff di chitarra. Posta alla fine troviamo invece “Suite #2”, 14 minuti dove la band si sbizzarrisce nel variare registro a seconda delle esigenze: progressive romantico nella prima fase (con parti vocali sentite ed un moog che fa girare la testa…), sperimentazione lisergica e rumorista nella seconda, un senso di sospensione che si placa solo nell’eruzione sonora chiude il lavoro.

Lontani da ogni catalogazione, eccellenti strumentisti, ma soprattutto grandi compositori, i Void Generator sono una graditissima scoperta di questo primo scorcio di 2004. La loro prossima mossa sarà una collaborazione con i resti di una band svedese (i Ptarmigan) che nel 1974 ha fatto uscire un lavoro omonimo. Siamo sicuri sarà l’ennesima lieta novella…

Alessandro Zoppo

Con un certo ritardo (me ne scuso con la band) vado a recensire questo lavoro dei capitolini Void Generator, ottima promessa dello stoner/space rock nostrano. Sono 4 i pezzi proposti in questo promo, 4 pezzi che vanno a sondare diversi terreni dell’heavy rock acido mettendo in evidenza l’intenzione della band di non farsi ingabbiare in un filone ben definito. Scommetto che la band ha ascoltato a lungo i Motorpsycho visto che, a mio avviso, l’influenza della band norvegese si fa viva sia nella melodica seconda traccia (diciamo i Motorpsycho di fine anni novanta) sia nella lunga suite che chiude il lavoro, fantastico trip lisergico impreziosito dal lavoro del synth e delle chitarre, degni del migliore space rock. Electric Treatment (il brano che mi ha convinto meno) abbraccia invece ritmiche e sonorità leggermente più metalliche, soprattutto nel rifferama iniziale, nonostante la presenza di effetti spaziali e di atmosfere rilassate la mantengano ancorata al discorso sonoro intrapreso con le altre tracce. Sideral Connection, posta in apertura del lavoro, è invece il pezzo più “ruspante” e forse quello che amo di più, perfetta simbiosi tra sonorità stoner e space che, pur senza inventare nulla di nuovo, mi ha fatto letteralmente eccitare fin dal primo ascolto!
Promossi a pieni voti! Spero di risentirli presto, magari con l’aiuto di qualche label volenterosa.

Bokal

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