WARNERVE – Face Of God

A ben quattro anni di distanza dal promettente debutto ‘No One Survives’, tornano i valdostani Warnerve. Se nel primo disco erano le guerre e l’oscurità che alberga nel cuore umano i temi, stavolta i quattro sono alle prese con un concept album dedicato allo spazio, alle sue risorse e ai suoi infiniti misteri. I primi cinque brani di questo ‘Face of God’ sono infatti ispirati a ‘2001: A Space Odyssey’ di Stanley Kubrick, i restanti cinque all’alba dell’uomo e al senso della specie in questo cosmo. Argomenti affascinanti cui si accosta il sound ruvido e grasso del gruppo, diviso tra cavernosi riff metal, fumose trame stoner e un groove che pesca a piene mani dal gorgo sludge blues di Down, Crowbar e Corrosion of Conformity, con il beneplacito dei Pantera.L’intro ‘The Coming of Enki’ ci catapulta in questo mondo e brani possenti e grezzi come ‘Itaca’ e ‘Doubt’ chiariscono sin da subito le intenzioni dei Warnerve. La title track osa qualcosa in più, mescolando il metal glaciale e malinconico di Amorphis e Sentenced con un’ossatura smaccatamente stoner. Esperimento che si ripete nei coinvolgenti intrecci di ‘Failed’. Il secondo capitolo del disco subisce qualche calo, pur preservando una certa freschezza nel songwriting. Spiccano due pezzi cardine come la strumentale ‘Beyond the Infinite’ e la serrata ‘All Right Now’, dal piglio di marca Down.
‘Face of God’ è una ricerca intima sulla natura di noi stessi. Complimenti ai Warnerve per osare così tanto, nella spiritualità come nel puro elemento sonoro. Ci auguriamo soltanto di non dover attendere altri quattro anni per un nuovo lavoro.

Alessandro Zoppo