WARNERVE – No one survives

“Solo i morti vedranno la fine della guerra”. È con questa profonda riflessione di Platone che i Warnerve si confrontano nel loro disco di debutto “No one survives”. Come a voler esorcizzare con un ultimo afflato pessimista sulla natura dell’uomo l’attuale condizione mondiale distrutta da guerre e distruzioni, umane e non.Quale migliore colonna sonora per tale atmosfera apocalittica se non un groovy rock molto oscuro e possente, influenzato spesso e volentieri dal metal e dallo stoner sludge più cinereo. Punti di riferimento per la band aostana possono essere trovati in Pantera, Down, Tool, Kyuss ed Entombed. Giusto per far capire di che pasta sono fatti questi quattro ragazzi (Mitch al basso, Simone chitarra e voce, Andrea alla chitarra ritmica e Daniele alla batteria), molto bravi proprio nell’amalgamare diverse anime sonore e farle confluire in un sound magmatico e dannatamente heavy, pastoso e sudato.
Oltre alla confezione e alla produzione (entrambi ottimamente realizzati), spicca anche una capacità di scrittura non indifferente, punto che potrebbe far ottenere ai Warnerve apprezzamenti in circoli molto più vasti del solito. Brani come l’iniziale “Welcome”, la graffiante “2012” o “Prisoners” sono ad esempio indicati alle orecchie di chi ama metal, rock grezzo e crossover, mentre “Day after day” e “Injustice” strizzano l’occhio al pasto southern sludge dei Down, senza tralasciare una base metallica che ogni tanto fa capolino (non a caso la band ha esordito come T.O.D., Thrash Or Die, un tributo vivente a Metallica, Exodus, Overkill e compagnia).
Sul versante più heavy psych si piazzano invece schegge come “She” e “Infedele”, stoner rock robusto e martellante, nell’ultimo caso con testi in italiano che spiazzano per intelligenza e riuscita formale. Discorso a parte merita infine “The robbery”, senza dubbio miglior episodio dell’album: dieci minuti di grande metal psichedelico, un percorso circolare che inizia e si conclude in modo dilatato e nel mezzo gioca le carte dell’aggressività selvaggia. È evidente quanto i Tool siano importanti nella realizzazione di un brano del genere…
Influenze e rimandi a parte, i Warnerve hanno sfornato un lavoro valido e professionale. E per essere all’esordio non è cosa da poco. Promossi a pieni voti.

Alessandro Zoppo