WITCHFIELD – Sleepless

Guarda un po’ chi si rivede (o meglio, risente), Thomas Hand Chaste. I Witchfield sono la nuova creature formata dal batterista della prima storica line up dei Death SS, quelli fondati nel lontano 1977 dall’accoppiata Paul Chain e Steve Sylvester. Dopo anni di assoluto silenzio, il nostro torna quindi in pista e lo fa nel migliore dei modi, avendo anche scelto come compagni d’avventura alcuni membri dei grandi L’Impero delle Ombre (a quando il nuovo disco?), gruppo del quale si avverte la ‘presenza’ all’interno del disco.Visti il passato di Thomas ed i musicisti coinvolti nel progetto, è facile intuire che ci troviamo in campo dark sound, precisamente, un doom metal dal gusto polveroso di sapore Saint Vitus, con un feeling tipicamente italiano ad adornare il tutto. Il passo è lento (ma non pachidermico), perfetto per accompagnare atmosfere dal gusto arcano ed orrorifico, come ben evidenziato dalla lunga “The Mask of the Demon” (capace di un’atmosfera da tregenda) e dall’ottima “I Curse My Fate”, forse il brano più rappresentativo dell’album.
Largo spazio viene dato alle fughe ed agli intrecci di chitarra, supportati da una sezione ritmica precisa e dagli azzeccati inserti di tastiere (suonate egregiamente dallo stesso Thomas) atte a dare ancora più pathos alle composizioni. “Void in the Life” vede protagonista il flauto dell’ospite Clive Jones (Black Widow), mentre “Inquisitor” (cover del famoso brano dei Death SS) suona ancora meglio dell’originale, aiutata come è da un feeling seventies perfetto per l’occasione. Infine, “Imagination Vortex” ricorda la scuola Mercyful Fate, specie nel finale dove le chitarre ‘duellano’ fra di loro lungo note ed atmosfere da brivido, facendo calare il sipario su un album che ha nettamente un passo in più rispetto a tante altri pubblicati recentemente nel genere.
Esiste una via italiana al dark sound mistico/esoterico; Jacula ed Antonius Rex ce l’hanno insegnato, Death SS, Paul Chain e Black Hole ne hanno ampliato le forme espressive, ed oggi gruppi come Abysmal Grief, L’Impero delle Ombre, Il Segno del Comando ne stanno portando avanti al meglio il discorso. Aggiungete pure i Witchfield, degni eredi di un genere/scuola che fortunatamente di estinguersi non ne vuole sapere.

Marco Cavallini

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