WO FAT – The Gathering Dark

Avevamo scoperto i Wo Fat nel 2005, con la demo “From Beyond”. Un lavoro cazzuto, grintoso, carico di groove all’inverosimile. Quattro brani che ci avevano ammaliato per forza e stile, per quanto non originali o particolarmente innovativi. Il 2007 è l’anno giusto per il trio texano, che giunge al traguardo del full lenght con questo “The Gathering Dark”. Artwork da misconosciuto e affascinante horror b-movie anni ‘60, rigorosa produzione DIY, sonorità da caldo e umido bar fumoso del sud degli States.Dodici song per quasi 80 minuti di musica, tra riff sudaticci, wah-wah titanici, ritmiche quadrate, pause psichedeliche, schiaffoni doom e accelerazioni hard che rimandando al glorioso periodo dei seventies. Insomma, i Wo Fat non si lasciano scappare niente. Ripropongono i pezzi di “From Beyond” (la ‘sabbathiana’ title track, l’heavy southern “Manchurian Syndrome”, il blues ciccione di “Risin’ River”, lo stoner bollente di “They’re Coming for You, Barbara”) e ci aggiungono altre otto cartucce. Tra queste “Company Man” macina chilometri e chilometri sulla stessa strada di Al Morris e i suoi Iron Man; la title track è puro southern boogie sound, con tanto di slide e vocals goduriose; “Holy War” è un blues da Delta del Mississippi composto di sola voce e chitarra distorta; “Dreams of Milk and Honey” è il doveroso tributo ai ‘70s, cover tratta dal primo disco dei Mountain (o disco solista di Leslie West, mettetela come volete); la conclusiva “Runnin’ the Voodoo Down” è un’orgia strumentale da magia nera haitiana e macabri riti voodoo(m).
Conferma assoluta per i Wo Fat. Quando si dice un gruppo di genere con due palle giganti. Restiamo in attesa di un nuovo lavoro per consacrarli definitivamente nell’alveo dello stoner doom internazionale. Magari soltanto con una maggiore dote, il dono della sintesi. In fondo, it’s all about the riff.

Alessandro Zoppo