WOODWALL – Woodempire

Esce sotto l’egida della Red Sound Records il debutto dei Woodwall, quartetto proveniente dalla lunigiana e operante dal 2009. “Woodempire” ci regala quaranta minuti scarsi di stoner/sludge a forti tinte psichedeliche, che si fregia della produzione di Matteo Signanini e del mastering di James Plotkin. Ad esplicitarlo c’è subito l’opener che dà il titolo all’album. Partenza in equilibrio tra sludge e accenni lisergici grazie anche al lavoro del synth che risalta nel marasma sonico e che ci guida per tutti gli otto minuti della traccia. Segue “Locrian”, che si innesta sulla coda di “Woodempire” e sembra il suo naturale proseguimento pur perdendo man mano la psichedelia a favore di un approccio più diretto. “Kino Stuste” e “Red Toad” sono i pezzi meno personali, calcavate Kyuss-oriented potenti e funzionali ma prive di gradi guizzi d’inventiva. “Walden”, tra echi di Electric Wizard, Isis e Acid King, convince molto di più, con la chitarra che si fa strumento portante del pezzo macinando riff e tessendo trame distorte e lisergiche. Nella conclusiva “Holocene/Cambrian” tornano a farsi troppo presenti i richiami ai numi tutelari, per quanto il risultato rimanga tutto sommato convincente. Efficace come “Woodempire” nel suo complesso: nonostante qualche smarrimento a livello compositivo, la carica e l’impatto dei Woodwall rimane costante per tutta l’album facendo ben sperare per un seguito.

Giuseppe Aversano

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