YELLOW #5 – Demon crossing

Molly McGuire è conosciuta soprattutto per le sue collaborazioni con Mondo Generator e Earthlings?, ma forse non tutti sanno che da anni suona in lungo e in largo per gli States militando in una marea di band, a partire dai seminali Gnarltones. Il progetto Yellow #5 nasce a New Orleans nel 2001: appena un mese e i 15 pezzi che compongono “Demon crossing” sono già scritti. Per eseguirli ci vuole qualcuno di speciale e quale scelta più azzeccata se non quella di Dave Catching (un nome una garanzia) e Brant Bjork (il drummer stoner per eccellenza, ora sostituito da Gene Trautmann, batterista dei Queens Of The Stone in “R”). Se Dave si divide tra chitarra e lap steel, Molly sfodera una prestazione degna di nota, cantando, suonando il basso e cimentandosi anche al piano, alle percussioni e alla fisarmonica.Sono proprio le note dolci dell’accordion che aprono e chiudono il lavoro (la title track e “Cut off, LA”), un disco particolare, che sorprende per i suoi toni dolci e sognanti, per le sue atmosfere delicate ed eteree. I primi riferimenti che vengono in mente sono proprio il sound liquido di Brant Bjork e i suoi Bros, ma anche le ventate desertiche assaporate nelle Desert Sessions (l’album è stato registrato da Brenndan McGuire, fratello di Molly, al Rancho de la Luna, ovviamente) e tra i solchi degli Yawning Man. Insomma, “Demon crossing” è il classico prodotto da ascoltare in una giornata di caldo, magari di sera, con un fresco drink a portata di mano e tanta voglia di rilassarsi. Brani come “Screaming Mimi”, “Jackie”, “Deviant angel” sono passaggi leggeri eseguiti in punta di penna, specchio intenso ed emozionale dei sentimenti che li hanno generati. Così come “Moon man”, “Lust” e “Hair of the dog”, episodi bluesy sinuosi e notturni. Il breve intermezzo acustico “Bad girl” ci ammalia grazie alla voce felpata di Chris Goss, “Auto pilot” e “ICFCFBM” seguono i passi più isterici dei Queens Of The Stone Age, “No loitering” sfiora i sempre insidiosi lidi indie rock, “Seven addictions” gioca con l’elettronica, mentre “Wine spo-dee-o-dee” è un concentrato punk psichedelico da antologia.
Ascoltare Yellow #5 dal vivo, in un locale piccolo e fumoso di Los Angeles o Joshua Tree, deve essere un’esperienza davvero speciale. Sensuale come animo, corpo e voce di Molly McGuire.

Alessandro Zoppo