YOB – Catharsis

“Catharsis”, nuovo disco degli Yob dopo il promettente esordio “Elaborations of carbon”, è ciò che ogni fan del doom più acido e corrosivo avrebbe desiderato. Tre brani per una durata complessiva che raggiunge quasi i 50 minuti, tre monoliti in caduta libera che abbatteranno le vostre difese immunitarie. Prendere o lasciare, sono le vostre orecchie e le vostre cellule cerebrali ad essere messe in gioco…
Questi tre folli provenienti da Portland danno sfogo ai propri istinti di distruzione in ogni singolo secondo di musica: gli amanti di Sleep, Bongzilla ed Electric Wizard saranno scossi dalla potenza e dal delirio che sprigionano le song degli Yob. La parte del leone spetta ovviamente a Mike Scheidt: il suo guitar work è letteralmente pauroso, si agita come un ossesso tra riff ciclopici e assoli viscidi, come un cobra che si attorciglia alla sua preda senza lasciargli alcuno scampo…le sue vocals alternano parti urlate e filtrate a growls luciferini che vi faranno sprofondare nel bel mezzo dell’inferno, è arduo reggere tanto estremismo sonoro…

Egregia spalla è la sezione ritmica formata da Isamu Sato al basso e Trevis Foster alla batteria, i quali creano un wall of sound impenetrabile, lento e marziale ma pur sempre capace di accelerare i tempi quando c’è bisogno. L’andamento asfissiante dell’iniziale “Aeons” è la piena dimostrazione di quanto appena detto: 18 minuti che si dipanano tra un inizio soffuso, un ingresso maestoso di chitarra e voce e break psichedelici che come squarci di luce nel buio producono sensazioni dannatamente liquide ed ipnotiche. “Ether” è il pezzo più diretto del lotto, nella sua furia omicida rimanda all’operato degli High On Fire ma non per questo manca di fascino morboso e di una inquietante e sotterranea melodia vocale. Tutto è però finalizzato per dar vita al giusto stato d’animo con il quale accogliere la matassa conclusiva: i 23 minuti di “Catharsis” sono un saggio da manuale dell’extreme doom, un calcio in bocca assestato con chitarre grondanti sangue, ritmi catatonici, vocalizzi diabolici ed una sfuriata finale al limite del death metal.

“Catharsis” si candida senza ombra di dubbio nella top list di fine anno tra i migliori lavori in ambito doom. Gli Yob restano una band di nicchia, ma è meglio così, solo chi ha coraggio saprà capire davvero la loro arte. Per il momento restano sconsigliati ai deboli di cuore…

Alessandro Zoppo

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