ZEBULON PIKE – Promo 2003

Gli Zebulon Pike vengono da Minneapolis e sono un gruppo totalmente strumentale formatosi nel gennaio del 2002 per iniziativa del chitarrista Erik Fratzke e del drummer Erik Bolen, ai quali si sono poi aggiunti Morgan Berkus alla chitarra e Steve Post al basso.Questo promo di cinque pezzi è il loro biglietto da visita e la musica proposta è qualcosa di veramente particolare: le influenze elencate nella bio dalla band stessa citano come punti di riferimento l’heavy dark rock dei ’70 (Pentagram, Captain Beyond, primi Judas Priest), il progressive d’avanguardia di Magma e King Crimson e compositori contemporanei come Alban Berg e Alfred Schittke.

In realtà, ad un ascolto più approfondito, nelle lunghe composizioni del dischetto (cinque pezzi per un totale di 39 minuti…) emerge uno spirito oscuro, frammentato e contorto, ma sempre ricco di groove e mai fine a se stesso. I termini di paragone potrebbero essere da un lato i Karma To Burn, specie per l’indole ossessiva ma trascinante delle atmosfere, e dall’altro i Don Caballero, per l’attitudine ad un songwriting sghembo e dissonante. Dunque, a parte alcuni fraseggi intricati e fin troppo cervellotici, ogni brano conserva una sua individualità ben precisa ed inquadrata in uno stile fatto di riff graffianti, ritmiche cadenzate dal taglio doomy ed armonie corpose. Lo dimostrano l’iniziale “The white light of black star”, miscela di chitarre sabbathiane e sorprendenti cambi di tempo, “(Behold) The wizard’s mountain”, l’episodio più doom dell’intero lavoro, costruito sul mastodontico intreccio delle sei corde di Erik e Morgan, ruggenti e al tempo stesso melodiche, e “Under capricorn”, song sorretta da un arpeggio delicato che esplode e si placa all’improvviso, quando meno te l’aspetti…

Il percorso tortuoso e meno lineare è invece intrapreso da “Umlaut overdose” e la conclusiva “Pillars of Hercules”: la prima procede con andamento irregolare tra le solite parti sospese e scossoni fragorosi, la seconda è un ampio campionario di sonorità avant rock come ultimamente fatto sentire anche dai pazzoidi Stinking Lizaveta.
Una musica davvero strana e di non facile assimilazione quella degli Zebulon Pike. Le loro capacità tecniche sono enormi e il loro impatto non ne risente affatto. Con una definizione migliore dei brani potrebbe nascerne una vera e propria rivelazione…
Da seguire con attenzione.

Alessandro Zoppo

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