Zonderhoof – Demo 2006

Una lama che lacera carni rende bene l’idea del suono marchiato Zonderhoof, gruppo nato verso la fine del 2004 e giunto alla prima demo due anni dopo la formazione. Max (batteria), Didier (chitarra) e Otto (basso) convincono con tre brani potenti e oscuri, completamente strumentali.

Per capire come suona questo dischetto, basta immaginare un impasto di metal glaciale, hard, groove rock, post core e doom. Il risultato sono questi tre pezzi, che per ispirazione e atmosfere si rifanno allo stile slabbrato, aggressivo e teso dei vari Melvins, Keelhaul, Pelican e Capricorns.

Interessante è notare la provenienza della band, l’Ucraina, anche se ora i tre si sono trasferiti in Galles. Insomma, luoghi freddi che producono come naturale evoluzione un sound tanto sporco e inquietante. “William the Bastard” e “Aldershof” sono eloquenti a tal proposito: riff arcigni, ritmiche corpose e violente dissonanze. Uno spettro sonoro che analizza i lati nascosti della psiche umana.

“Bulletcatcher” va ancora più in profondità, tendendo al noise e all’astrazione totale di marca Neurosis. Ecco, un gruppo come questi Zonderhoof li vedremmo bene su Hydrahead o su Neurot. Attendiamo evoluzioni future.

Alessandro Zoppo