ZOZOBRA – Bird Of Prey

Capita che quando un genere ha esaurito la sua spinta creativa diviene poi improbabile trovare ancora dischi che facciano la cosiddetta differenza risultando così troppo simili l’un con l’altro. Non è il caso dei Zozobra.Caleb Scofield, messi da parte una volta per tutte i Cave In (da tempo in parabola discendente) si è dedicato con passione alla sua nuova creatura strappando dapprima un contratto con la Hydra Head successivamente incidendo ad inizio 2007 l’interessante “Harmonic Tremors”.
Le coordinate del suono Zozobra sono da ricercare prima di tutto nel postcore
metallico di gruppi quali Mastodon, Neurosis, Isis ma anche in band sempre del settore ma con atmosfere più dilatate come Pelican e Jesu. Indubbiamente ce n’è
abbastanza per incuriosire l’ascolto. Potremmo dire che questa band ha l’impatto dell’hardcore, la rozzezza dello sludge ed una certa melodicità di fondo.
Ed è proprio quanto accade anche in questo nuovo lavoro intitolato “Bird of Prey”; brani come “Heavy with Shadow” o “Sharks that Circle” dimostrano di poter competere con “fuoriclasse” della materia quali Cult of Luna, i già citati Isis ed in certi casi anche Tool (ad esempio “In Jet Streams”). Qua e là appaiono anche vocals “pulite” che tendono a stemperare in generale la tensione presente nell’opera.
A proposito di Isis, notevole contributo viene dato da Aaron Harris che, oltre a produrre il disco, siede anche dietro le pelli ed insieme al basso di Scofield fa guadagnare al suono maggiore incisività e compattezza rispetto al passato.
Dopo il debutto dello scorso anno il progetto Zozobra si conferma quindi come una bella realtà del cosiddetto filone postcore. Onore alla Hydra Head che ancora una volta ha fatto centro.

Cristiano “Stonerman 67”