A GIANT LEAP

«We’re not part of music industry. We are shaping music history…». Queste sono le parole conclusive del manifesto della booking agency A Giant Leap , nata per dare spazio a tutta la lordaggine garage/trash/psych/punk di questo nostro disgraziato mondo. A loro piacciono (e soprattutto a Monica, la dea ex machina dell’intero progetto) le band con una visione, magari in colorscope, della musica Sessanta e Settanta, con appeal disgraziato ed anarchico. Altrimenti non sappiamo come si sarebbero potuti interessare ai The Dirties , band di tre elementi tre che fa un casino come il carrozzone, non quello di Zero e Fiacchini, del circo tossico appena sbarcato in città. L’ultimo “Alarm” è un sette pollici edito dalla benemerita Slovenly Recordings che piazza un uno/due sul binario Gories/Black Lips. Ricordano i nostrani Sultan Bathery e questo è un complimento per entrambi.
I Rancho Relaxo (nome che val bene una messa) si fumano due joint a casa dei Black Angels e vanno alla ricerca del peyote nel deserto. “White Line Fever” è acido, bagliori di sole accecanti, il fantasma di Lou Reed che vuole trombarti da dietro e Anton Newcombe che vuole farlo davanti. Queste sono le esperienze mistico/orgiastiche che vi aspettano. A meno che questo sogno vi risulti un incubo (“Fake Human” prova a dare la spallata definitiva con i suoi otto minuti e passa, tra canti new wave ed eco di synth moroderiani) e allora sarebbe meglio svegliarsi. Sono in giro dal 2007 e un po’ di gloria gli è stata sottratta da band che valgono di meno. Peccato.
Rhys Bloodjoy risulta essere una gradita evasione dal canone. Il ragazzo di Manchester offre due pezzi, “Broken Window” e “Scandinavian Girlfriend”, a cavallo tra la sfontatezza di un Dan Sartain (strana coincidenza il fatto che nell’ultimo “Century Plaza” si sentano quasi gli stessi suoni) e un remix dei Death From Above 1979. Robotismo, reiterazione e monocromomatismo sono le caratteristiche riuscite del progetto. Anche The Scrap Dealers sono in giro da qualche anno e il loro ultimo EP, “After a Thousands Blows”, ci mostra una band in forma, sempre in linea con l’alta qualità delle loro produzioni. C’è qualcosa in più nel modo di cantare di questi ragazzi di Liegi, che sembrano esser colti da un’urgenza quasi hardcore in alcuni passi: la lezione dei …And You Will Know Us by the Trail of Dead non è stata dimenticata. La musica risulta sempre sulle coordinate psychedelic sixties roots tanto care alle formazioni di spessore (“She Doesn’t Wanna Leave Your Mind” richiama i Baby Woodrose, anche se in maniera più indolente).
Ultimi ma non ultimi del lotto sono 93MillionMilesFromTheSun e Presents For Sally : si dividono uno split edito dalla britannica Wrong Way Records, quattro brani a testa. I primi hanno uno straordinario gusto pop che potrebbe fare la differenza, se non fosse per quelle dannate chitarre fuzz che tessono un tappeto rumoristico degno della migliore gioventù sonica. I secondi sembrano una versione scoglionata dei Weezer incastrati tra God Machine e Dinosaur Jr. e con questo vogliamo fargli un grosso complimento. Anche se pure loro sentono da vicino il richiamo di certo indie/post rock à la Sigur Ros, il diktat è sempre quello: allargare la mente attraverso espansioni psichedeliche.
Come sta facendo Monica, presentandoci onestamente band veraci: «I’m not in it for the money, it’s 20 years I’m trying to get a living from music and by now I know what matters is doing honestly the things you love with people you go on well with and you like, and to have good times and good memories. Sometimes it’s crazy, but the craziest are the best bits we will remember. That’s it».
Info su: https://agiantleappromotion.wordpress.com/

Eugenio Di Giacomantonio

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