FATSO JETSON

La band che più di tutte le altre rappresenta l’anima del desert rock. Storia di un genio e delle sue realizzazioni musicali.

Larry Lalli, Tony Tornay & Mario LalliL’incisività e l’importanza che i fratelli Lalli hanno avuto la si può intuire guardando a fondo il background della miglior rock band dei giorni nostri: i Queens of the Stone Age. Se dovessimo guardare da vicino i Led Zeppelin ci troviamo Roy Harper, accanto ai Nirvana King Buzzo e dietro i Queens of the Stone Age il chitarrista – cantante Mario “Boomer” Lalli.

Già dall’età di 14 anni Josh Homme, leader dei Q.O.T.S.A., assisteva ai concerti di Mario. Nato nel 1966, e subito ribattezzato “Boomer”, Mario Lalli cresce a Palm Spring, dove la sua famiglia gestiva un ristorante italiano chiamato “Mario’s – Where the sing while you dine” (Da Mario – Dove loro cantano mentre voi cenate). Ed effettivamente i genitori di Mario, di chiare origini italiane, sono due cantanti d’opera con la chiara passione della cucina nostrana. Attualmente il ristorante si trova a Pasadena, dopo 30 anni trascorsi nel basso deserto californiano.

Dall’età di 16 anni Mario comincia a suonare assieme al suo amico Dave Travis in improvvisate jam nel cuore del deserto, dove centinaia di ragazzi si ritrovavano per ascoltare della buona musica, bere litri di birra e fumare erba di qualità. “Quello che serviva era un potente generatore elettrico, un regolatore di voltaggio, una marea di casse piene di ghiaccio, birre e tanta erba”.

A 18 anni “Boomer” è già una figura leggendaria tra i teenager del deserto. La prima vera band in cui è stato coinvolto sono sicuramente i Dead Issues che presentavano Alfredo Hernandez alla batteria, Scott Reeder al basso e Herb Lineau alla chitarra. Per cercar fortuna si trasferiscono a Los Angeles dove nascono i presupposti di una duratura amicizia. Costretti a vivere nello stesso piccolo appartamento i quattro musicisti tentano la fortuna, ma Herb Lineau perde subito l’interesse e abbandona il progetto. I Dead Issues si sciolgono, ma i rimanenti tre membri decidono di proseguire formando gli Across the River. La casa discografica SST rimane positivamente impressionata dal sound sprigionato dai tre e dal fatto che Scott suonasse sempre a piedi scalzi… Ma l’opportunità d’incidere un album svanisce per problemi d’incomprensione. Boomer, Alfredo e Scott decidono di tornare nel deserto.

Mario LalliHernandez ricorda così quei giorni: “Gli Across the River suonavano heavy con cadenze molto blues sul confine del punk. Ogni tre mesi ci esibivamo nel deserto in quelli che noi chiamavamo Dust Festival (festival della polvere) a causa della nuvola di sabbia che sollevavamo noi e la gente che ci veniva ad ascoltare. Comprammo un pulmino che rinominammo Il Provolone, e con quello cominciammo a portare la nostra musica a Los Angeles, Phoenix, San Francisco. La gente ci paragonava ai Soundgarden per il nostro look molto freak e per le sonorità dei brani”.
Ma non arrivò nessun contratto e Scott Reeder, deluso, decise di lasciare gli Across the River per suonare con gli Obsessed, hard rock band di Los Angeles.

Mario Lalli e Alfredo Hernandez formarono gli Englenook, band strumentale che ebbe vita molto breve, lasciando spazio agli Yawning Man. Qui trovavamo oltre a Mario “Boomer” anche Gary Arce alla chitarra, il cugino di Mario, Larry, al basso e ovviamente Alfredo alla batteria. Fu questa formazione quella che rimase maggiormente impressa agli allora teenagers Josh Homme, John Garcia e Brant Bjork, prima ancora che fondassero i Kyuss. “Gli Yawning Man sono stati la più malata desert band di tutti i tempi” ricorda Bjork, “erano capaci di suonare per ore e ore creando un’ambientazione mistica e drogata di vero stoner. La miglior band che abbia mai visto dal vivo”.

Gli Yawning Man registrano in questo periodo due album, ma non arrivano alla pubblicazione. Attualmente l’unico modo che abbiamo per capire cosa suonassero è quello di ascoltare la penultima traccia di “…And The Circus Leaves Town”, ultimo capolavoro pubblicato dai Kyuss nel 1995. “Catamaran” è difatti una cover composta originariamente da “Boomer” e Gary Arce.
Siamo nei primi anni ’90, tutto sembra procedere bene, ma “Boomer” perde interesse nei confronti della musica rock, decretando la fine prematura degli Yawning Man.

Victim a la modeNascono i Sort of Quartet band di jazz sperimentale formata da Mario Lalli (chitarra), Alfredo Hernandez (batteria), Larry Lalli (basso) e Gary Arce (chitarra). Le influenze si rifanno a sonorità tipiche di Frank Zappa e Miles Davis con brani esclusivamente strumentali finemente strutturati. La band arriva alla pubblicazione di tre album tra il 1995 e il 1996 per la SST Records, introducendo già dal secondo album (Kiss Me Twice I’m Schitzo), percussioni e fiati (tromba e clarinetto).

Proprio in questi anni Mario e Larry Lalli formano un’altra band chiamata Fatso Jetson orientata su sonorità più marcatamente rock. Alla batteria troviamo Tony Tornay. Nello stesso periodo decidono di aprire il Rhythm & Brews, il locale dove cresceranno musicalmente e dove si esibiranno altre band della scena stoner. Se si esclude la zona di Los Angeles e San Diego, chi vive in California, non ha molte occasioni per poter ascoltare della musica originale. Qualche ristorante messicano e qualche bar ogni tanto, propongono degli after hours, dove si esibiscono delle buone band, ma nella maggior parte dei casi, se ci si ritrova tra quelle lande desertiche, ricche di canyon, e piccole sparute cittadine elettricamente alimentate con generatori, non ci rimane che fare un salto al primo rock club, aperto nel 1994 dai fratelli Lalli. E’ proprio qui che il batterista Tony Tornay, il bassista Larry Lalli e il chitarrista – cantante Mario Lalli decisero di creare la band. I tre, invero, già si frequentavano per giocare a biliardo e passare le nottate al night club dei fratelli Lalli bevendo birra.

I Fatso Jetson godono da subito, di un’ottima reputazione nel mondo dello stoner. Ciò è dovuto anche dal fatto che i membri chiave del gruppo provenivano da locali band del “deserto” quali gli Across the River, Englenook, Yawning Man, e i Sort of Quartet. Tutta gente già nota anche ai membri dei primi Kyuss che solitamente si frequentava e si esibiva in feste scolastiche.

I Fatso Jetson si esibirono in pubblico per la prima volta nel settembre del 1994 facendo d’apertura all’ex chitarrista dei Black Flag, Greg Ginn. A Greg i Fatso Jetson piacquero parecchio, tanto da indurlo a voler incidere un album con loro per la sua stessa etichetta discografica (la SST). La band cominciò ad esibirsi in numerosi shows, tra cui sei date con i compagni di deserto Kyuss.Mario Lalli
Musicalmente i Fatso Jetson si possono collocare nel vasto mondo stoner, anche se il loro sound incorpora una varietà d’influenze musicali che vanno dal punk al surf passando per la psichedelia pura. Con questo non vogliamo dire che la band sia incapace di produrre riff chitarristici alla Black Sabbath, ma certamente la sperimentazione musicale e i testi bizzarri ne fanno una band assai distinguibile dal panorama stoner.

Nell’agosto del 1995 viene pubblicato il loro primo album, “Stinky little gods”, con Hernandez alla batteria. “Facemmo tutto questo senza supportarlo con un tour”, confessa Boomer “Non siamo mai stati una touring band. La sola volta che fummo in grado di andare in giro fu grazie ai Queens of the Stone Age che ci vollero per delle date estive tra giugno e luglio del 1998. Vendere dischi non è importante per noi. Essere creativi cercando di vivere la vita di tutti i giorni, dove ci si sente a casa, questo è quello che più ci interessa”.

Circa tre anni dopo l’esordio discografico, nell’aprile del 1998, esce il loro secondo lavoro, intitolato “Power of three”, sempre per la SST. E’ intorno a questo periodo che la band viene in contatto con Brant Bjork (primo batterista dei Kyuss). Brant entra a far parte dei Fatso Jetson come chitarrista ritmico. Ma il sodalizio non dura molto. Durante un mini tour con i Fu Manchu decide di tornare alla batteria e lascia i fratelli Lalli.

Nell’agosto del 1998 Gary Arce entra a far parte della band come chitarrista ritmico, andando a coprire quel ruolo lasciato scoperto da Brant Bjork quasi un anno addietro. Sul finire dello stesso anno i Fatso Jetson cambiano casa discografica (la Man’s Ruin Records), pubblicando il loro terzo album intitolato “Flames for all”, l’album più marcatamente psichedelico. Brani quali “Vatos of the Astral Plane” e “Fucked Up and Famous” devono per necessità essere ripetutamente ascoltati al fine di riuscirne a comprendere le trame. Ma l’inventiva e la genialità, certamente fuori dal comune, non vanno mai d’accordo con l’orecchiabilità.

Nel 2000 viene pubblicato il loro quarto album intitolato “Toasted”. Meno sperimentale rispetto a “Flames for all”, ma con brani creati ancor prima del 1999. L’intercedere robotico delle canzoni avvicina questo lavoro ai Queens of the Stone Age, ma anche in questo caso, l’assenza di ritornelli non ne fa un album di facile fruibilità.

Josh HommeNell’aprile del 2000 Gary Arce abbandona la band, ma la collaborazione con Josh Homme comincia a dare i suoi frutti. I Fatso Jetson decidono di cambiare ancora una volta casa discografica accasandosi per la neonata RekordsRekords di Homme. E nel 2002 viene pubblicato il loro quinto album “Cruel & Delicious”.

Mario Lalli viene così descritto da Josh Homme: “C’è molta gente nel deserto che è negativa e fredda, Boomer non lo è mai stato. Ha incoraggiato da sempre le giovani bands a suonare, e questo è veramente raro da vedere. E’ come un diamante luminiscente in un mare di merda. Lo vedi immediatamente! Boomer è il nostro padrino benevolo, perché per tutti questi anni è stato come un generatore”. E a conferma di quanto detto da Josh, nel giugno del 1998, Mario Lalli viene invitato negli studi di Fred Drake, all’interno del parco naturale di Joshua Tree (California), per le registrazioni delle Desert Sessions. Questo progetto nasce da un’idea di Josh deciso ad unire la sua genialità ad altri artisti, per pochi giorni, all’interno di uno dei posti più meditativi del pianeta. I fratelli Lalli, Hernandez, l’immancabile Chris Goss e Josh incidono il terzo e quarto capitolo delle Desert Sessions e Boomer suggella la sua partecipazione con una delle tracce più oscure “Eccentric man”. Mario non canta quella canzone, la impersonifica! All’interno dello stesso album troviamo una embrionale “Monster in the Parasol”, che sarà ri-registrata dai QotSA in quello che è l’esordio per una major: “Rated R” (2000). Ma la migliore collaborazione tra Homme e Lalli si concretizza in “You think I ain’t worth a dollar, but I feel like a millionaire”, che verrà anch’essa riutilizzata dai QotSA, con Nick Oliveri alla voce in versione spacca casse, in quello che è il capolavoro del momento: “Songs for the deaf” (2002).

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