Mammoth Volume

Quando nell’ormai lontano 2002 abbiamo chiesto a Jadd Shickler di MeteorCity Records come si sarebbe evoluto lo stoner rock nel nuovo millennio, la sua risposta fu illuminante: “Le migliori band sopravvivranno grazie alle loro qualità e non grazie ad una scena stoner”.

È il caso dei Mammoth Volume, band svedese che ha segnato ascesa e declino della scena heavy psichedelica cosiddetta post-stoner. Nel giro di tre album – il debutto omonimo del 1999, Noara Dance del 2000 e A Single Book of Songs By del 2001 – la formazione scandinava è entrata nel cuore degli appassionati.

D’altronde era l’epoca di MySpace, YouTube era agli albori, Bandcamp e i social non esistevano nemmeno. Dopo la reunion del 2005 con Return of the Mammoth Volume, l’EP Loved by Few, Hated by Dolphins del 2008 e altri dieci anni abbondanti di silenzio, il quartetto capitanato dal chitarrista Daniel Gustafsson e dal batterista Nicklas Andersson torna in pista.

La band, completata da Jörgen Aston Andersson alla voce e Kalle Berlin al basso, ha caricato su Bandcamp gli ultimi due lavori e il ghiotto Mammoth Vol. – Promo vol. 1 & vol. 2 Tour & Turtle 1998, compilation formata da sette brani d’archivio risalenti al periodo del debut album.

L’ascolto, per chi ha amato all’epoca il loro stile sghembo, raffinato, oscuro e pesante, è esaltante. Nella speranza di un prossimo disco, che magari li riporti agli splendori come già accaduto agli amici Lowrider con Refractions.