Niggght Violent Delicacy

Niggght – Violent Delicacy

Violent Delicacy dei Niggght è uno dei dischi rivelazione del 2019. Parliamo dell’EP d’esordio di questo progetto che arriva da Montréal e vede protagonisti il frontman dei Dopethrone, Vincent Houde (voce, basso e chitarra), e il suo compare Double D, impegnato tra batteria, sintetizzatori e macchinazioni infernali.

I Niggght vengono descritti dal loro ufficio stampa come Nick Cave + Massive Attack + Eyehategod. Accostamenti azzardati ma tremendamente corretti.

Questi quattro brani, esilaranti e terrificanti in egual misura, sono infatti un mélange sonoro di deliri etilici e morbosità. Un glorioso crogiolarsi nella violenza che racconta di come l’alcool sia capace di far calare la gioia e l’oblio sulla nostre menti.

Loro lo etichettano come sleazy blues, che pure suona bene. D’altronde Hell Rising, con quella chitarra slide tutta tensione e liberazione, è subito pronta a dimostrarlo. I’m a demon on the go, canta Vince nell’iniziale Leavin’, accompagnato da una soave voce femminile su un refrain che non si dimentica facilmente e da un andamento in slow-motion che suggerisce emozioni depravate a fior di pelle.

Niggght, Violent Delicacy: sleazy blues alcolico

Rudolph è la renna dal naso rosso di Robert L. May, che invece di illuminare e rendere visibile il sentiero a Santa Claus si dedica al gin a buon mercato.

Una perfetta Christmas song per serial killer (non a caso i Niggght si sono formati due anni fa durante una buia notte di Natale), suonata come se alla Vigilia a tavola o meglio ancora sotto l’albero ci fossero Mike Williams e Jimmy Bower a farvi gli auguri.

Sloppy Drunk, cover di Sloppy Drunk Blues di Lucille Bogan (ma la sua prima versione va fatta risalire al misterioso armonicista Sonny Boy Williamson I, morto durante una rissa nel giugno del 1948), chiude il cerchio parlando di ubriacature moleste e di come ci si sente ad essere sbronzi. Altro che Lord, Oh Lord.

Completa l’opera l’artwork degenerato di Alexandre Goulet, che fa molto queer e Rocky Horror Picture Show. Attendiamo con ansia il full-length: bottiglia alla mano.

 

Alessandro Zoppo