STONED MACHINE – Demo

E con sommo piacere che ricevo il demo dei Stoned Machine, una ghiotta occasione per tastare il polso della scena stoner emergente nostrana. Le note biografiche in mio possesso (scarne, a dire il vero, tanto da spingermi a cercare approfondimenti sul loro sito ufficiale) individuano in quel di Ravenna la loro base operativa e nel”lo stoner (noto anche come desert rock), parecchio imparentato con un certo doom rock (attenzione: non Doom Metal… Candlemass & C. c’entrano poco e nulla!) inglese… vedi Cathedral, Orange Goblin… (cito testualmente dal loro sito)” le loro influenze musicali. In realtà di desert in questo compatto ed onesto manifesto da loro rilasciato se ne avvisa poco. E’ sicuramente di stoner quello di cui si parla, con una discreta influenza di band come Nebula, 7 Zuma 7 e Unida. Buon rock dunque, e non necessariamente statunitense. Le strutture di buon impatto emotivo si basano su pochi riffs, ma buoni, heavy, calienti, sapientemente dosati e impreziositi da guitar solos di buon gusto per coinvolgere l’ascoltatore ed intervallati da ritornelli melodici di buona fattura.Il pezzo che preferisco è “Human regression” anche se, ripeto, il lavoro scorre compatto e lineare senza grosse sbavature. Sinceramente questa è la formula di stoner che mi aggrada parecchio ma è anche il limite del lavoro. A mio avviso, suonando in questo modo si impone necessariamente che i riffs siano di assoluta qualità, gli arrangiamenti, le capacità strumentali, voce inclusa, di grande livello. Senza nulla togliere a Igor (batteria), Filippo (basso), Mauro (chitarre, cori) e Luca (voce), l’esperimento è riuscito in parte. Sicuramente positivo il giudizio, ma per avere delle chance a livello internazionale e per emergere sono necessari maggiori e ben più corposi sforzi. Ci vorrebbe una produzione migliore e diversi arrangiamenti. Ma la base di partenza è buona, e il tutto fa ben sperare per futuro. Attendo fiducioso la prossima release degli Stoned Machine.
Hasta luego, gringos!

Gale La Gamma