La copertina di Outtanational dei Pigeon

Pigeon – Outtanational

L’esordio sulla lunga distanza dei Pigeon si chiama Outtanational e non è world music, odioso termine con cui gli occidentali definiscono le musiche tradizionali non occidentali. La premessa è doverosa venendo a contatto con la storia del gruppo britannico. I cinque hanno il loro quartier generale a Margate, placida località marina nell’estremo sud-est dell’Inghilterra dove sono nati durante la più classica delle jam session improvvisate in un pub chiamato Cliffs, a tutti gli effetti l’unico bar del paese.

Il cantante e percussionista Falle Nioke è un performer guineano arrivato nel 2018 nel Regno Unito. Parla una moltitudine di lingue (dall’inglese al susu, dal wolof al malinké) e abbraccia numerosi stili sonori. Il tastierista Steve Pringle e il batterista Graham Godfrey hanno una significativa esperienza con Michael Kiwanuka e i Sault. Il chitarrista Tom Green (anche regista di video, documentari e film di moda) e il bassista Josh Ludlow (anima della pazza etichetta disco dance M.A.D. Records) sono amici di vecchia data, coinvolti in passato in diversi progetti metal, grunge e post-rock e attivi per qualche anno nel trio electronic pop Soma World.

Proprio dall’esperienza dei Soma World sono arrivati i Pigeon: Nioke aveva prestato la sua voce al singolo Want This e i tre hanno deciso di cercare una nuova identità interculturale con qualcosa di unico e speciale. L’epifania è giunta grazie all’incontro con Pringle e Godfrey: i cinque hanno registrato l’EP di debutto Yagana nel 2021 e il successivo Backslider nel 2023, pubblicati entrambi da Soundway Records. Il passaggio alla Memphis Industries, l’etichetta di Ollie e Matt Jacob che schiera – tra gli altri – Blue States, The Go! Team e Field Music, sancisce l’approdo definitivo verso una forma canzone in cui i confini fra i generi sono completamente dissolti.

Il nome Pigeon si deve a un ricordo d’infanzia di Nioke: come molti nel suo paese, non teneva un cane o un gatto ma un piccione come animale domestico. Una curiosa suggestione che anima le lunghe jam venute fuori al pub e durante le prove, che spesso arrivavano a durare fino a 30 minuti. Quell’esperienza è ormai alle spalle e rimane impressa soltanto nella loro sala per creare quelli che sono diventati siluri pop altamente ballabili che non superano mai i 6 minuti, mantenendo intatto quello spirito esplorativo e visionario degli esordi.

Pigeon, la ricerca dell’identità di Outtanational

I Pigeon del 2026 tirano fuori una stramba ed elettrizzante miscela di afrobeat e art-funk, disco e post-punk, no wave e krautrock, indie e psichedelia, in un’avventurosa traiettoria sonora che va dai Talking Heads ai mai troppo compianti Flamingods, passando per New Order, 10cc, B-52’s, LCD Soundsystem e TV on the Radio. I riferimenti sono sparsi e provvisori: l’offerta è indiavolata e si fonda su ritmi sincopati e beat motorik, melodie avvolgenti e rimandi imprescindibili alla musica mande e juju di Salif Keïta e alla musique mandingue di Sekouba Kandia Kouyaté.

Qualcuno l’ha già ribattezzata African Westernwave. Memphis Industries presenta il disco invitando chi ascolta ad immaginarlo come “William Onyeabor nello spazio cosmico o i primi Hot Chip che fanno gli acrobati notturni in un loft newyorkese degli anni Settanta”. Qualsiasi etichetta si vuole appiccicare ai Pigeon, non renderà mai la carica esplosiva e luminosa dei loro brani. Dalla tripletta iniziale mozzafiato di NRG, Black James Dean e Miami alle travolgenti 117 e Future Country, passando per la bellissima Today is Another Day, tutte e dieci le tracce di Outtanational sono piene di intuizioni melodiche e dettagli raffinati che catturano l’attenzione sin dal primo ascolto.

C’è ovviamente anche un sottotesto politico nelle canzoni di Outtanational. Il disco è stato scritto in un periodo particolare nella vita di Nioke: mentre stava studiando per sostenere il Life in the UK Test, l’esame principale per ottenere la cittadinanza inglese e il passaporto. Nel test si imparano la storia, la cultura, la società e l’ordinamento giuridico britannici. In tempi devastanti, è inevitabile lanciare richiami continui alle radici ancestrali, alle ipocrisie del post-colonialismo, alle barriere che esistono in ogni modello di perfetta integrazione all’estero e al potere di resistenza e mobilitazione che possiede ogni popolo quando è unito.

Lanciato da tre video uno più spassoso e intelligente dell’altro, Outtanational è musica senza confini che trasforma l’intrattenimento etnico in un’esperienza gioiosa e serissima al tempo stesso. È appena maggio e i Pigeon già entrano di diritto nella classifica dei migliori album internazionali del 2026.

Alessandro Zoppo

Etichetta: Memphis Industries
Anno: 2026
Voto: 8
Tracklist:

  1. NRG
  2. Black James Dean
  3. Miami
  4. Horse With a Blind
  5. 117
  6. Mirror Test
  7. Hype Prototype
  8. Future Country
  9. Today is Another Day
  10. Caramel