La copertina di Sountrack of a Silent Land dei Rainbow Bridge

Rainbow Bridge — Sountrack of a Silent Land

Ne è passata tanta di acqua sotto i ponti dagli esordi di Dirty Sunday. Oggi lo squarcio elettrico che taglia l’intro arcaico e primitivo di questo nuovo Soundtrack of a Silent Land dei Rainbow Bridge è una chitarra talmente hendrixiana che sembra piombata dritta da Third Stone from the Sun, The Jimi Hendrix Experience, 1967.

Bisogna dirlo francamente: non c’è nessun chitarrista italiano in giro che abbia interiorizzato, assimilato e partorito un songwriting figlio del celebre artista di Seattle più di Giuseppe “Jimiray” Piazzolla. Il suo è uno stile che è riconoscimento, amore e devozione, tutto in uno. Non semplice imitazione, ma prosecuzione, di un cammino tracciato anni fa, che ora evolve e si colora nuovamente, come un arcobaleno.

L’album (strumentale: pubblica Argonauta Records) si svolge tranquillo e rilassato, come in una jam tra musicisti affini, per espressione e emotività: non tutto è Seventies rock, anche se questo è il termine di paragone più prossimo. Hugh the Cactus paga dazio all’alternative anni ’90 (“Che fine ha fatto il mio rock’n’roll?” si chiedevano i Black Rebel Motorcycle Club all’inizio del nuovo millennio – e ce lo domandiamo anche noi ancora oggi) ed è la song più manchevole di una lyrics, tanto è organizzata, armonicamente e strutturalmente, come una canzone. Ma è solo un episodio. Il resto si tiene in piedi bene così com’è.

Viene tirato per la giacchetta anche Brant Bjork in più di un’occasione (Lama Returns e A Silent Land), altre volte si respira l’aria delle Desert Sessions iniziali, dove davvero si dava spazio all’intuizione più anarchica del momento. Che lineup sarebbe se insieme a loro tre ci fossero Brant Bjork alla voce e Dave Catching alla seconda chitarra? Un sogno!

Ma per il momento Sountrack of a Silent Land non ci fa rimpiangere niente: è qui per dimostrare che i Raimbow Bridge, con classe ed eleganza, silenziosamente, stanno rinvigorendo il solco tracciato dal guitar rock da sessant’anni a questa parte.

Eugenio Di Giacomantonio

Etichetta: Argonauta Records

Sito: https://therainbowbridge.bandcamp.com/

Anno: 2025

Voto: 7

Tracklist:

  1. A Silent Land
  2. Gaba
  3. Hugh the Cactus
  4. Goats Everywhere
  5. Shoreline
  6. Lama Returns
  7. Sunrise Moon
  8. A Loving Sun