Il nero vessillo del doom torna ad issarsi alto nel cielo grazie ai romani Doomraiser. Formazione davvero incredibile per la coesione, la personalità e la compattezza di quanto proposto, nonostante siamo appena alla primo demo. Nati dall’estro creativo di BJ (bassista noto ai più per il suo lavoro con i IV Luna), il quintetto ha trovato la sua stabilità grazie al potente lavoro ritmico di Pinna (batteria), ai riff catacombali della coppia formata da Drugo e Valerio (membro dei Green Sasquatch), e soprattutto al talento vocale di Nicola “Cynar”, vero asso nella manica del gruppo. La sua voce convince su tutti i fronti, sia quando si tratta di declamare oscure elegie alla musica del destino, sia quando i tratti si fanno più tirati ed occorre iniziare ad aggredire.
È il risultato nel complesso a sorprendere: un misto di doom classico in stile Pentagram e Cathedral, Penance e Solitude Aeternus unito a certe spigolosità sludgy che rendono il piatto veramente ghiotto. Se si pensa che le composizioni hanno anche una durata media che si aggira sui dieci minuti (senza mai stancare chi è all’ascolto) comprendiamo bene come l’entità Doomraiser sia pronta per il salto definitivo nel mondo discografico.
La qualità della proposta è dimostrata sin da subito dalla stupenda The Age of Christ, lunga apertura strutturata secondo i più cinerei canoni doom: strofa lenta e soffocante, vibranti wah-wah di chitarra, pause lugubri e il chorus intonato magnificamente da Cynar. Un biglietto da visita che lascia a bocca aperta: provare per credere. La successiva Lords of Mercy è puro doom catacombale, nero e funesto: poche concessioni melodiche, il basso frastornante di BJ a dettare legge e i soliti vocalizzi imponenti a far quadrare il cerchio. Chiude il dischetto The Man That Ride the Past / Erasing the Remembrance, colosso che si sposta su un versante più sludge, decisamente marcio, rigenerato solo nel finale da un’azzeccata pausa psichedelica.
Insieme a Green Sasquatch, Misantropus e Grace Killing i Doomraiser hanno creato un universo unito e coeso. La fratellanza doom non ha confini e i Doomraiser ne sono la prova. Heavy Drunken Doom, uh yeah!
Alessandro Zoppo






